8 marzo, la Cisl Salerno accende i riflettori sul lavoro femminile: “Parità è lavoro, il resto è retorica”

8 marzo, la Cisl Salerno accende i riflettori sul lavoro femminile: “Parità è lavoro, il resto è retorica”

Febbraio 28, 2026 Off Di Redazione

In occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo smette di essere una data simbolica e torna a essere ciò che dovrebbe: una presa di posizione. Un momento di coscienza collettiva, di denuncia e di proposta. Nel Salernitano, a rilanciare il dibattito sul lavoro femminile e sulle disuguaglianze ancora aperte è la Cisl Salerno, che sceglie una mobilitazione interamente virtuale ma dal peso politico e sociale ben concreto.

Otto parole, un’unica battaglia

Da domenica 1° marzo prende il via la campagna social “8 parole che pesano sulle donne nel lavoro”: un percorso quotidiano che, fino all’8 marzo, metterà al centro una parola chiave al giorno. Non slogan, ma nodi irrisolti. Termini che raccontano precarietà, divari salariali, carichi di cura, ostacoli alla carriera. Parole che spesso restano sospese nei report statistici e che invece diventano storie, volti, esperienze.

Il cammino culminerà proprio l’8 marzo con la diffusione di un videomessaggio sui canali social dell’organizzazione, dedicato alle criticità che ancora oggi segnano il percorso professionale delle donne. Un racconto diretto, senza filtri, per riportare il tema al centro dell’agenda pubblica territoriale.

Un gesto semplice, un messaggio potente

Alle ore 19 dell’8 marzo, l’invito è chiaro e simbolico: accendere una luce alla finestra, una candela o una lampada. Un gesto collettivo per illuminare il lavoro spesso invisibile delle donne, dentro e fuori le mura domestiche. Un segnale silenzioso ma eloquente, per dire che la parità non è un’opzione, ma un diritto.

«L’8 marzo non si celebra. Si rivendica. Parità è lavoro: il resto è retorica», afferma Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno. Un messaggio netto, che sposta l’attenzione dalle mimose alle misure concrete. «Le donne non chiedono celebrazioni, chiedono diritti, stabilità, rispetto. La parità di genere non è un obiettivo simbolico, ma una condizione di giustizia sociale».

Le criticità, del resto, sono sotto gli occhi di tutti: divari retributivi che persistono, difficoltà nell’accesso ai ruoli apicali, una distribuzione ancora squilibrata dei carichi familiari che incide sulle carriere. «È inaccettabile – prosegue Cortazzi – che continuiamo a registrare disparità salariali e ostacoli strutturali. Le donne devono essere riconosciute non solo per il loro contributo, ma per il valore pieno delle loro competenze e professionalità».

Dalla denuncia all’impegno

Il cuore dell’iniziativa è un cambio di passo culturale e strutturale. Non basta fotografare le disuguaglianze: occorre intervenire. «È tempo di abbattere le barriere che frenano crescita e sviluppo professionale. La Cisl fa della parità una priorità sindacale, perché ogni donna possa lavorare in un ambiente giusto, rispettoso e libero da discriminazioni».

L’8 marzo, dunque, diventa un punto di partenza. Una chiamata alla responsabilità condivisa – istituzioni, imprese, parti sociali, cittadinanza – per trasformare la parità di genere da promessa a realtà.

Per seguire la campagna “8 parole che pesano sulle donne nel lavoro” e conoscere tutti gli aggiornamenti, è possibile consultare i canali social della Cisl Salerno. Perché le parole contano. Ma, soprattutto, contano i fatti.