La croce è il grimaldello per scardinare il dolore e accogliere la sofferenza

La croce è il grimaldello per scardinare il dolore e accogliere la sofferenza

Settembre 3, 2023 Off Di Redazione

Settembre sancisce la fine dell’estate, l’epilogo di un tempo di rilassatezza e spensieratezza. Gli eventi luttuosi sulla linea ferroviaria Torino – Milano, per un grave incidente sul lavoro, e il tragico evento di femminicidio dei giorni scorsi mettono in grossa discussione il sistema sociale del nostro tempo; l’impellente necessità di tenere ogni cosa sotto controllo genera disastri, che evidenziano i cospicui limiti umani. È necessario recuperare il senso dell’essenziale e del buon fare, senza precipitarsi verso forme di arrivismo sconsiderato.

Accanto a tutto questo vengono riproposte nuove sfide ambientali per la salvaguardia del pianeta. Papa Francesco annuncia la scrittura di un aggiornamento della Laudato sì’ per dare risposta alle crisi ambientali e climatiche sempre più impellenti e attuali. «Non dobbiamo mai dimenticare – aggiunge il Santo Padre – che le giovani generazioni hanno diritto a ricevere da noi un mondo più bello e vivibile, e che questo ci investe di gravi doveri nei confronti del creato che abbiamo ricevuto dalle mani generose di Dio». Le priorità ambientali e l’attenzione rivolta ai giovani sono temi centrali del cammino pastorale del Pontefice che, tuttavia, invita a prendersi cura dei più poveri per poter sperimentare la compassione e la tenerezza, insite nello stile di Dio: «Prendetevi cura delle membra più povere, più disprezzate e più emarginate del corpo di Cristo. Non dimentichiamo questo – continua papa Francesco -. Riempire di tenerezza le ferite e i vuoti prodotti dal peccato dell’uomo e della società, cominciando con il mettersi in ginocchio davanti a Gesù nell’Ostia Consacrata, e restandovi a lungo, in abbandono quieto e fiducioso». La Parola accompagna con costanza e risolutezza lo scorrere dei giorni lungo le pagine della storia. Attraverso il Vangelo Dio parla ai nostri giorni.

Capita, sovente, di leggere queste pagine di vita da una prospettiva umana e non divina: appaiono dure e in contrasto con un’umana concezione volta ad anestetizzare ogni forma di dolore e di sofferenza. La visione cristiana riesce a creare le condizioni per accogliere il dolore e non soffrire: bisogna cambiare prospettiva, cercando di leggere e vivere la realtà secondo la volontà di Dio e non quella fragile dell’uomo. È motivo di scandalo per l’umanità vedere un Dio che proclama la salvezza scendendo nel dolore e nella morte. «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai» (Mt 16, 22), sono le parole intimorite di Pietro, che si preoccupa di una salvezza fisica per alienare il dolore e ogni forma di sofferenza. Gesù legge la realtà nell’ottica dell’amore smisurato, non della mera comodità. La croce è strumento di salvezza, viatico per seguire Cristo e in Cristo si trova la salvezza che non riduce né quantifica o assolutizza i bisogni umani, ma qualifica la vita dandole una prospettiva nuova che si affaccia sui sentieri dell’eternità. La croce così vissuta e accolta è quel grimaldello per scardinare il dolore e accogliere la sofferenza: principio di amore e di salvezza. Portare la croce con fiducia e abbandono si traduce in un cammino d’amore privo di calcoli e di tecnicismi.

Questa visione così rinnovata, nell’ottica della grazia e dell’amore di Dio, permette di qualificare la natura umana per affrontare le sfide presenti e ristabilire un tempo nuovo di pace e serenità.

Mario Baldassarre