
Il discernimento è principio di conversione
Ottobre 1, 2023
Settembre, secondo la tradizione e i cicli stagionali delle produzioni agricole, è il tempo della vendemmia. I contadini si apprestano a calcare i campi vitati per poter raccogliere i frutti, dopo un intenso periodo fatto di fatiche e preoccupazioni. Le vicende evangeliche ripropongono numerosi particolari attinenti alla vita campagnola, così da evidenziare la vicinanza di Dio al mondo contadino, alla fatica e al sacrificio che comporta la coltivazione dei campi.
Al riguardo, l’universalità del lavoro agricolo, la dignità e la funzione primaria dell’agricoltura, per la produzione dei beni necessari all’alimentazione umana, sono stati testimoniati con cura dal Santo Padre Giovanni Paolo II, che ne ha dato un’appropriata lettura nell’enciclica sociale Laborem exercens. L’agricoltore, nella sua missione lavorativa, ha la possibilità e la fortuna di poter assistere al mistero della creazione: vita che nasce e matura nei campi. I contadini hanno pertanto il privilegio di poter trarre dalla terra il pane della vita, che alimenta l’umanità e, nel Sacramento dell’Eucarestia, alimenta la fede, rendendoci fratelli e figli in Gesù Cristo.
«Io sono la vite e il Padre mio è il vignaiolo» (Gv 15, 1), ricorda Gesù, e ancora, «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto» (Gv 15, 5). Il mistero salvifico, nella Parola, viene riproposto attraverso le metafore del vignaiolo e del Padre che “pota” i tralci, affinché crescano con prosperità.
«Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va’ oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò» (Mt 21, 28-30).
Una vicenda molto comune ai giorni nostri, che calca ogni ambito del sociale e pone pesanti interrogativi sulle misure educative di genitori pretenziosi ed esigenti. Le questioni quotidiane lavorative richiamano al senso del dovere dei propri ruoli sociali, operando con comportamenti autentici e responsabili, per far maturare quei frutti che danno pienezza e generano un considerevole valore aggiunto. Le forme di obbedienza, ingessate dall’obbligo e non da una benevola volontà, restituiscono, invece, pesantezza e tristezza. Gesù al mondo farisaico, troppe volte increspato da materialità ed esigenze mondane, richiama ad un’obbedienza alla volontà di Dio, che è Padre buono e misericordioso.
La finzione, per poter salire gradini di celebrità, è solo una forma di falso perbenismo, che non pone il nostro cuore in sintonia con quello di Dio, tanto da far prevalere una viziosità capitale che si impossessa della vita fino a spegnerla. È opportuno quindi poter intraprendere cristianamente un percorso di discernimento, per metterci nella visione del Padre ed adempiere alla volontà salvifica che dà pienezza al cammino di vita. Si tratta di un punto essenziale della visione pastorale di Papa Francesco, che sugli insegnamenti di sant’Ignazio di Loyola, confida nell’importanza del cammino sinodale per «far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani» (cfr. Documento preparatorio).
«Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza, io spero in te tutto il giorno» (Sal 25 (24), 4), ripete il salmista per poter discernere e comprendere la volontà di Dio, riconoscendo le proprie fragilità con la speranza e la fiducia nel Padre misericordioso. Il discernimento saprà guidarci sulla retta via, nonostante le nostre debolezze e i continui inciampi, aprendo il cuore alla conversione e al pentimento autentico per accogliere la voce del Padre.
«Il Signore ascolta e accoglie le preghiere dei poveri, gradisce chiunque gli chieda qualcosa, e anche le intenzioni buone che le ispirano. Spesso la richiesta non viene esaudita secondo il desiderio dell’orante, ma il Signore opera sempre secondo il piano suo per il bene dell’uomo» (Giancarlo Pani S.I., Tobia: il libro dei fratelli e della solidarietà, La Civiltà Cattolica, 4157, 2/16 settembre 2023).
Mario Baldassarre


