
Rione Parco, Sos alberi: Legambiente Avellino ferma le motoseghe. “Serve scienza, non paura”
Maggio 8, 2026
Il verde urbano torna al centro del dibattito ad Avellino, questa volta nel quartiere Rione Parco. La notizia dell’imminente abbattimento di alcuni storici cedri, annunciata da Feder.Casa, ha sollevato il muro critico di Legambiente Avellino, che chiede lo stop agli interventi drastici in favore di un approccio scientifico e trasparente.
Per l’associazione ambientalista, il binomio “albero alto = albero pericoloso” è un falso mito che va sfatato con i dati. Sebbene sia comprensibile il timore dei residenti – alimentato da anni di manutenzioni carenti – l’abbattimento non può essere l’unica risposta.
“La pericolosità di una pianta non si valuta a occhio nudo,” spiegano da Legambiente. “Servono le prove di trazione, l’unico metodo scientifico per stabilire il reale rischio di stabilità. Senza questi accertamenti, si rischia un inutile impoverimento del patrimonio verde della città.”
Le richieste: trasparenza e prove tecniche
Legambiente Avellino ha formalizzato una richiesta al Comune di Avellino (Ufficio Verde Pubblico) e all’ACER Campania affinché:
- Vengano effettuate prove di trazione prima di ogni colpo di motosega.
- Siano resi pubblici i referti delle perizie già effettuate.
- La comunità di Rione Parco venga informata con chiarezza sulle motivazioni tecniche dietro ogni singola decisione.
Il dibattito non riguarda solo la sicurezza, ma anche la salute pubblica e il clima. Secondo il report di Legambiente “Che caldo che fa”, le città italiane sono sempre più strette nella morsa delle ondate di calore.
In questo scenario, gli alberi nelle aree gioco non sono un fregio estetico, ma un presidio sanitario: eliminare la copertura arborea a Rione Parco significherebbe trasformare i parchi giochi in luoghi inaccessibili e pericolosi per bambini e anziani durante l’estate, a causa dell’effetto isola di calore.
“Rinunciare agli alberi in nome di una ‘parvenza’ di sicurezza, senza certezze scientifiche, significa scambiare un rischio con un altro: quello del calore estremo”, conclude l’associazione. La sfida per Rione Parco resta aperta: conciliare la sicurezza dei cittadini con la tutela di un polmone verde necessario alla sopravvivenza climatica del quartiere.


