Terremoto politico a Solofra: addio di Buonanno e bilancio bocciato, amministrazione al capolinea

Terremoto politico a Solofra: addio di Buonanno e bilancio bocciato, amministrazione al capolinea

Maggio 21, 2026 Off Di Redazione
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La crisi politica al Comune di Solofra segna un punto di non ritorno. Il presidente del Consiglio comunale, Gabriele Buonanno, ha rassegnato le dimissioni da consigliere di maggioranza. In una nota ufficiale, Buonanno ha definito l’esperienza amministrativa ormai “sterile” e il Consiglio “svuotato della sua funzione naturale di confronto orientato al bene comune”. Prima delle dimissioni, lo stesso Buonanno aveva duramente censurato l’operato del sindaco e dei colleghi su Facebook, condannando “tensioni continue, assenze strategiche e ripensamenti che mettono in discussione la credibilità della maggioranza”.

L’instabilità ha toccato il culmine durante la seduta per l’approvazione del rendiconto 2025. Per evitare il voto a causa di numeri risicatissimi, l’intera maggioranza ha disertato l’aula. La minoranza (8 consiglieri), presentatasi compatta, ha invece sfruttato la seconda convocazione: garantito il numero legale, ha aperto la seduta sotto la presidenza del consigliere anziano Michele Vignola e ha bocciato il bilancio consuntivo. La palla passa ora al Prefetto, che invierà una diffida concedendo 20 giorni di tempo per approvare il documento, pena lo scioglimento del Consiglio. Nel frattempo, il sindaco Moretti si trova senza una maggioranza reale e con la casella del vicesindaco ancora vuota.

Insomma a Solofra è crisi aperta: la maggioranza diserta il Consiglio comunale sul rendiconto 2025 per mancanza di numeri, ma l’opposizione si presenta compatta in seconda convocazione e, raggiungendo il numero legale, boccia il documento finanziario. Subito dopo, il presidente del Consiglio comunale Gabriele Buonanno si dimette, denunciando la sterilità della coalizione di governo. Ora scatta il countdown del Prefetto: 20 giorni per approvare il rendiconto, altrimenti il Comune verrà commissariato.

La situazione politica di Solofra offre uno spaccato piuttosto deprimente di come la strategia della sopravvivenza a tutti i costi finisca per paralizzare le istituzioni.

  • Il fallimento della strategia dell’assenza: Disertare le aule consiliari per evitare che i nodi vengano al pettine è un espediente vecchio e rischioso. In questo caso, il calcolo della maggioranza si è rivelato un clamoroso autogol politico e matematico, permettendo alla minoranza di “giocare in casa” e bocciare un atto fondamentale come il rendiconto.
  • L’atto d’accusa di Buonanno: Le dimissioni del Presidente del Consiglio non sono una semplice defezione, ma una certificazione di fallimento. Quando la seconda carica del comune parla di “istituzione svuotata”, significa che la politica ha smesso di dialogare ed è diventata solo un gioco di posizioni personali e poltrone (come dimostra il limbo sulla nomina del vicesindaco).
  • I veri sconfitti: A pagare il prezzo di questo “stop and go” amministrativo sono i cittadini di Solofra. Governare con un solo voto di scarto, rincorrendo costantemente il numero legale, trasforma l’azione pubblica in una lenta agonia. Un eventuale commissariamento prefettizio, a questo punto, potrebbe non essere il peggiore dei mali, ma l’unico modo per ridare la parola agli elettori e fare chiarezza.