
Avere cura dell’anima nell’era digitale
Giugno 21, 2026Con l’approssimarsi del tempo che ci accompagna all’estate, le vicende della quotidianità ci consegnano momenti verso cui volgere lo sguardo, evitando di essere impassibili spettatori della storia che, inesorabilmente, scorre sotto i nostri occhi.
Per gli studenti, giugno, è un significativo tempo di bilanci con cui fare i conti e, spesso, un modo per analizzare in maniera critica ciò che ha concorso alla crescita morale, alle conoscenze e alle competenze acquisite e quanto, invece, per scarso senso di responsabilità è stato perso ed ora viene a scuotere le coscienze intorpidite, generando dei martellanti sensi di colpa. Ogni riflessione e analisi consuntiva si conclude con l’intenzione di buoni propositi per le nuove sfide, che in questo caso, cominceranno dopo l’estate: una maniera, quantomai originale, per edulcorare situazioni complicate che, frequentemente, generano ansia, timore e preoccupazioni.
Gli studenti che in questi giorni affrontano la maturità si trovano dinanzi ad un importante banco di prova ed è, pertanto, necessario, concentrare le forze per capitalizzare al meglio l’esperienza e la preparazione maturata negli anni di studio. La rivoluzione digitale, segnata dalla massiccia introduzione dell’intelligenza artificiale in ogni ambito e nella formazione scolastica, in maniera particolare, ha guadagnato la scena diventando pane quotidiano per mitigare fatiche e sacrifici. Si assiste, in modo particolare nella formazione scolastica, ad un ricorso alle risorse dell’intelligenza artificiale per garantire alte prestazioni con il minimo sforzo, nascondendosi dietro forme subdole e apparenti che con il tempo generano aridità di pensiero critico e incompetenza.
La storia ci insegna che i risultati migliori si ottengono con impegno e dedizione, sapendosi misurare con le cadute e le sconfitte che si possono avere durante il percorso; le risorse dell’I. A. si pongono in netta antitesi con questa visione che appare visibilmente superata. Sono frequenti le preoccupazioni circa un uso distorto di queste nuove tecnologie che, per quanto possano essere considerate artificiali, sono sorrette da scelte e pensieri umani.
È, quindi, essere attenti e responsabili, operando, come sollecita il santo padre, Leone XIV, nella recente enciclica Magnifica humanitas, un sano discernimento per affrontare le nuove sfide che potranno nascere e maturare con questo tempo digitalmente segnato. viene, tuttavia, rivolto un invito dalla chiara valenza morale ed evangelica: «Dobbiamo educarci a digiunare dall’I. A. e proteggere i nostri giovani dalla promessa della macchina perfetta, da quella seduzione sottile che fa sembrare inutile il pensiero umano proprio quando è più necessario» (MH,140).
«E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna» (Mt 10, 28). Le parole di Gesù ben si armonizzano ai rischi sottesi al nostro tempo in cui vengono esaltate le condizioni fisiche del corpo e non la salute dell’anima. Occorre, invece, coltivare la bellezza e la purezza dell’anima ponendosi in sintonia con l’amore abitato dalla grazia di Dio per costruire solidi ponti di fraternità, così da poter contribuire alla realizzazione di un mondo migliore senza conflitti, senza fini egoistici ed utilitaristici.
Le testimonianze d’amore potranno, così, garantire un progresso tecnologico più umano e autentico e meno artificiale e artificioso.



