
Controlli abusi edilizi, errori dell’architetto: quali responsabilità rischia il professionista
Luglio 3, 2026
Una valutazione tecnica errata in materia di presunti abusi edilizi può avere conseguenze molto gravi per il professionista. Un errore di misurazione, una non corretta verifica della cosiddetta “doppia conformità” o l’indicazione di un titolo abilitativo non idoneo non esonerano infatti l’architetto dalle proprie responsabilità.
Sul piano penale, il professionista può rispondere del reato di falso ideologico qualora attesti in modo non veritiero la conformità dello stato dei luoghi nelle relazioni tecniche. In alcuni casi può inoltre essere chiamato a rispondere, insieme al committente, del concorso nel reato di abuso edilizio.
Sotto il profilo civile, l’architetto è tenuto a risarcire gli eventuali danni economici subiti dal cliente a causa dell’errore professionale.
Non meno rilevanti sono le conseguenze disciplinari. L’Ordine degli Architetti può infatti avviare un procedimento nei confronti del professionista, applicando sanzioni che vanno dalla censura fino alla sospensione dall’Albo nei casi più gravi.
Per questo motivo, nella gestione delle pratiche edilizie è fondamentale che ogni verifica tecnica venga svolta con la massima diligenza e nel pieno rispetto della normativa vigente, così da evitare conseguenze che possono incidere sia sulla posizione del cliente sia sulla carriera del professionista.


