Costruire prospettive di fraternità contro i mali del nostro tempo

Costruire prospettive di fraternità contro i mali del nostro tempo

Luglio 5, 2026 Off Di Mario Baldassarre
Immagine tratta da https://www.diocesiag.it/

L’estate si appresta, sempre più, ad entrare nel vivo, garantendo temperature miti piacevolmente adatte alle esigenze dei vacanzieri, che si preparano a vivere il ricco tempo feriale. I bollini rossi, a testimonianza di giornate caldissime, sembra siano memoria storica degli anni passati, anche se, la variabilità climatica degli ultimi tempi ha destato momenti e situazioni impreviste e, a tratti, allarmanti.

Il cambiamento climatico in atto, sempre più evidente, richiede comportamenti responsabili e sostenibili in sintonia con gli obiettivi previsti dall’Agenda 2030. Va detto, che questa sensibilità si avverte tutte le volte in cui si riacutizzano condizioni allarmanti per la salute del pianeta. Gli appelli di papa Francesco, sapientemente filtrati dalle pagine della Laudato si’ e della Laudate Deum, sono di una pregnante attualità ed efficacia, per orientare l’umanità verso l’acquisizione di una realistica e appropriata coscienza civica.

Il periodo estivo, paradossalmente, “congela” problemi e preoccupazioni, rimandandoli a dopo l’estate; per contro, settembre è il mese in cui i nodi vengono al pettine e bisogna affrontare ogni cosa con responsabilità e attenzione.

La recente visita di papa Leone XIV a Lampedusa ha rappresentato un momento significativo per interrogarsi sul senso di vicinanza e compassione verso i continui sbarchi su mezzi di fortuna stracarichi di vite umane e di speranza. Il sentimento cristiano di fraternità non può vederci indifferenti dinanzi a questa annosa questione che consuma le vite di quanti si misurano con l’estenuante forza per trovare migliori condizioni di vita, strappando famiglie e figli da condizioni inumane. Questi problemi pesano quanto gli strascichi delle guerre che consumano vite umane sotto le bombe dell’industria bellica alimentata da costosissime politiche militari: basterebbe far tacere le armi per risanare condizioni di povertà e di profondo degrado morale. Basterebbe poco! Ma l’orgoglio, la presunzione e l’inettitudine alimentano morte e atrocità.

«L’amore è sempre nella libertà e la libertà sta nelle decisioni. C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate».

Sono state forti e lapidarie le parole di papa Leone XIV, come lo furono quelle di papa Francesco che parlò della «globalizzazione dell’indifferenza che ci ha tolto la capacità di piangere». Il messaggio cristiano, in quest’epoca segnata da una profonda secolarizzazione e dissoluzione, si conferma l’unica voce che può toccare il cuore e la sensibilità refrattaria di quanti considerano si sentono lontani ed estranei a questi problemi. Il progresso tecnologico e il benessere socioeconomico hanno, gradualmente, generato forme di individualismo, indifferenza e aridità culturale, venendo così a mancare i sentimenti di compassione e vicinanza, con l’inasprirsi di correnti di odio e frequenti rivalità.

«Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mt 9, 13). Le parole di Gesù hanno il potere di sublimare il cuore raggelato dei potenti per riaccendere umanità e compassione. L’urgenza di una “Chiesa missionaria in uscita”, capace di dialogare con diverse culture e religioni, attualizzando l’esempio di Gesù, potrà garantire speranza e salvezza.