Il grano della fraternità non viene soffocato dalla zizzania del male

Il grano della fraternità non viene soffocato dalla zizzania del male

Luglio 19, 2026 Off Di Mario Baldassarre
Immagine tratta da  https://fraternita.arche.it/

L’estate incalza in questo tempo sempre più caldo dal punto di vista climatico. Lo scorrere degli anni, in maniera particolare in questa stagione, va a confermare picchi termometrici sempre più da record.

Le vacanze estive, tradizionalmente considerate momento di riposo e ristoro, si trasformano in un tempo di sfida per affrontare le calde giornate e vincere la spossatezza e lo stato fastidioso causato dal sudore ricorrente. Le città si confermano le zone più calde, complice il traffico automobilistico fonte di surriscaldamento e di inquinamento. I climatizzatori e gli impianti di aerazione, per far fronte a questa incresciosa situazione, sono un’ulteriore fonte inquinante, palesando così il circolo vizioso del cane che si morde la coda. Nelle aree interne e collinari la vegetazione garantisce temperature più miti e la piacevole frescura serale offre sollievo e rilassatezza.

Le vicende di questi giorni manifestano un perdurante stato complicato celato dietro la veste dell’indifferenza per le condizioni di benessere nostrano. I mass media hanno la fine abilità di focalizzare l’attenzione su futili questioni, che si presentano come veri e propri distrattori di questioni ben più importanti. Il conflitto russo-ucraino continua a mietere vittime innocenti e a causare ingenti danni infrastrutturali e paesaggistici nei territori coinvolti.

Nelle zone orientali iraniane l’offensiva americana e la rude corrente di odio non trova tregua, tant’è che il presidente americano ha ripristinato il “Department of War”, al fine di garantire un ente governativo esclusivamente interessato alle politiche della guerra. Intanto, l’attenzione mediatica statunitense è orientata ai mondiali di calcio e alla gara conclusiva organizzata secondo uno stile festoso e sfarzoso.

Nei confronti di chi vive le atrocità della guerra viene a mancare quel senso di prossimità e compassione, smarrendo così quei valori fondamentali per la convivenza civile, utile a promuovere la cultura della pace.

La vicenda evangelica di questa XVI del tempo ordinario trova conferma nella volontà di quanti muovono le fila del potere nella direzione delle guerre e dell’odio, diventando seminatori del male, che radicandosi rischia di soffocare il bene di cui ha urgente bisogno l’umanità.

Gesù, ad ogni buon modo, offre una chiara lettura per una efficace soluzione: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.

Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”» (Mt 13, 24-30).

Nelle atrocità, perpetrate in maniera rude e disonorevole nel nostro tempo assistiamo alla continua semina della “zizzania” dell’odio, della paura e della violenza, rischiando di soffocare il “grano” della fraternità e della pace. Dinanzi a tutto questo, la pazienza, il discernimento e la fiducia in Dio aprono delle strade percorribili per la costruzione della pace e del dialogo e la conversione del cuore. Solo così il grano della fraternità potrà crescere senza essere soffocato dalla zizzania del male.