Dalla crisi alla responsabilità discernendo con cura il nostro tempo

Dalla crisi alla responsabilità discernendo con cura il nostro tempo

Agosto 30, 2026 Off Di Mario Baldassarre

Rimarrà il ricordo di un’estate difficile, seppur le condizioni preminenti e opprimenti sono state tenute a debita distanza dall’attenzione mediatica per evitare allarmismi.

Si sono susseguite situazioni, a dir poco complicate, verso le quali senz’altro si focalizzerà l’attenzione nei prossimi mesi, con la necessità di affrontarle responsabilmente e con prudenza. Il campanello di allarme, come è ormai evidente in questi ultimi anni, è rappresentato dal cambiamento climatico che si configura sempre più come un peggioramento, tant’è che i riflessi sempre più stringenti sono rappresentati da catastrofi che interessano aree geografiche con forti incidenze a livello sociale ed economico.

L’alluvione verificatasi in Nepal è strettamente collegata al surriscaldamento climatico con lo scioglimento di un’enorme massa di ghiaccio e conseguenti inondazioni catastrofiche. «È obbligatorio ridurre le emissioni – avverte il glaciologo Renato Colucci del Cnr – se non vogliamo l’estinzione della razza umana». Si tratta dello stesso appello annunciato profeticamente dal santo Padre Francesco nella Laudato si’ e ripreso con forza, come preghiera laica, nella Laudate deum. Dinanzi a questo scenario così complesso, è necessario avere consapevolezza, adottando scelte responsabili, per evitare che tali fenomeni possano ripetersi normalmente con conseguenze estreme sulla salute e sulla vivibilità del pianeta. Occorre attuare e implementare un piano educativo, in maniera particolare a livello scolastico, per garantire sensibilità, responsabilità e maturità verso le tematiche ambientali, scongiurando così catastrofi peggiori. Al pari di questo stato allarmante, sono altresì emerse questioni che coinvolgono la sfera giovanile dal punto di vista psicologico ed emotivo.

Le nuove forme di dipendenza causate da un utilizzo irrazionale dei social, spesso con contenuti manipolatori offerti, rappresentano il male dell’era digitale. A tutto ciò si aggiungono le risorse dell’intelligenza artificiale, che necessitano di essere governate e regolamentate, al fine di garantire un progresso retto dal pensiero umano creativo e non dal surrogato delle espressioni tecnologiche, che concorrono a creare debolezza di pensiero. È una sfida che va affrontata e attuata perché: «chi sceglie di non restare a guardare – scrive Paolo Venturi su Avvenire – può ancora contribuire a scrivere le regole di questo tempo, a partire dai luoghi che tornano a educare il desiderio».

In che modo porsi dinanzi a questo scenario come Chiesa, intesa come popolo di Dio in cammino? «Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12, 2).

Le risposte vanno lette nella Parola di Dio. L’invito di san Paolo nella lettera ai Romani risuona di una sorprendente e straordinaria attualità: dona pace allo Spirito, per discernere la volontà di Dio, e concorre a guardare il mondo con la purezza del cuore, senza conformarsi alle brutture e ai mali del nostro tempo. A ciò si unisca la preghiera declamata nella Colletta dal padre celebrante: «Dio onnipotente, unica fonte di ogni dono perfetto, infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome, accresci la nostra dedizione a te, fa’ maturare ogni germe di bene e custodiscilo con vigile cura».