
Ritornare ad essere bambini per vivere la vera relazione con Dio
Settembre 19, 2021
La morte e la resurrezione sono l’architrave che sorregge il messaggio cristiano: la conclusione e l’inizio non sono in antitesi, ma chiara espressione di un cammino in continuità. Il viaggio della vita, lungo i sentieri accidentati dell’esistenza terrena, si apre all’eternità nella luce dell’amore di Dio.
La morte, per il credente, non è mai l’ultima parola. Il dolore, a volte, permea le maglie sfibrate della vita per riprendere i fili di un tessuto che, fra trama e ordito, permettono di ricostruire la bellezza del ricamo. Il materialismo imperante del nostro tempo spesso, segnato dall’avanzare del progresso scientifico, genera un paradossale impoverimento: in ogni conquista si sperimenta la fragilità umana come limite e senso di fallimento.
Nella società dell’apparenza conta il più forte, il servito, mai il servitore. Il messaggio cristiano inverte i ruoli con una forza dirompente: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». (Mc 9, 35) In questo messaggio di apparente debolezza si possono leggere sorprendenti verità. I “primi” sono spesso insoddisfatti, soli, egocentrici, incapaci della vera amicizia considerata concorrenza dalla quale difendersi. Servire significa anche essere utili a noi stessi e agli altri, quindi rifuggire ogni senso di solitudine e aprirsi alla socialità, all’amicizia, alla condivisione su cui si fonda la natura umana.
La logica di Dio non si basa su una visione ordinale e gerarchica ma sulla carità, sull’altruismo disinteressato facendo scendere la gioia nel cuore senza la paura di amare. La purezza d’animo abita il cuore dei deboli e degli indifesi che sanno accogliere senza pretese egoistiche. «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (Mc 9, 37), dice Gesù. Sono proprio i bambini, vittime silenziose della pandemia che stiamo vivendo, che con fiducia hanno saputo resistere agli urti del presente, trasmettendo senso di positività e obbedienza diversamente da quanto hanno fatto gli adulti lagnosi. I bambini e gli adolescenti sono stati catapultati negli spazi virtuali della didattica a distanza, costretti a vivere una nuova realtà come luogo d’incontro, crescita, scambio di esperienze. Bisogna avere l’umiltà e la riconoscenza per imparare da loro.
Mario Baldassarre


