Il tesoro nascosto è discernere la volontà di Dio

Il tesoro nascosto è discernere la volontà di Dio

Luglio 30, 2023 Off Di Redazione

In queste domeniche di luglio Gesù ci invita a riflettere sul Regno di Dio con delle Parabole. I racconti proposti invitano all’attenzione, all’ascolto e, al tempo stesso, interrogano la coscienza, facendo fare i conti con delle visioni distorte riguardo comportamenti e modi di fare. Sono esortazioni alla vita spirituale da interiorizzare con cura per un cammino di vita virtuoso: è ciò che chiede il Signore, per superare lo stato di torpore e uscire da un immobilismo sterile.

Il cammino consolida il desiderio di cercare quella Verità che dà gioia e pienezza. Spesso, questo modo di fare, se non condotto con avvedutezza, può tradursi in una forsennata ricerca di equilibri temporanei con una continua rincorsa verso situazioni, che si traducono in gioie apparenti e spesso fugaci. Come Salomone, bisogna chiedere la sapienza del cuore per poter distinguere, in un attento percorso di discernimento, gli stimoli spirituali che conducono a Dio e consentono di poter prendere delle decisioni alla luce del Vangelo. «Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male» (1Re 3, 9), è la preghiera accorata, non pretenziosa, che Salomone, con umiltà e purezza di cuore rivolge al Signore e che verrà esaudita.

Le vicende maliziose della quotidianità ingessano i buoni sentimenti, tanto da far nascere una meschina dubbiosità che raffredda le relazioni umane. Purtroppo si tratta del male della società del “profitto, in cui ogni cosa è finalizzata ai meccanismi del dare e avere di materiale fattura. Papa Francesco richiama sulla necessità di «mantenere aperti la porta del cuore e la mente, evitando la malattia spirituale dell’autoreferenzialità» (Discorso alla comunità degli scrittori de La Civiltà Cattolica, 14 giugno 2013), per conoscere la volontà di Dio nelle situazioni della vita così da poter crescere nonostante le fragilità e i limiti frapposti sul complicato cammino di vita. Bisogna sincronizzare il cuore sulle onde divine di Dio e svincolarle dalle visioni terrene sempre troppo farraginose e inconcludenti.

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo» (Mt 13, 44). Le scelte alla luce della volontà di Dio donano incontenibile felicità, riflessa in un cuore abitato dalla serenità che non teme di rischiare nelle vicende terrene, perché vive quella consapevolezza di una verità eterna. In tal modo “tutto è grazia” e come ricorda san Paolo: «tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno» (Rm 8, 28). Anche le situazioni apparentemente avverse, rilette alla luce della Parola, acquistano un’impronta salvifica, che rifugge le evidenze della materialità e non si abbassa a prospettive di autoreferenzialità e orgoglio saccente e pretenzioso.  

«Chi conosce Gesù, chi lo incontra personalmente rimane affascinato, attratto dalla bontà, tanta verità, tanta bellezza, e tutto in una grande umiltà e semplicità. Cercare Gesù, incontrare Gesù: questo è il grande tesoro!» (La sorpresa della fede, il Vangelo di Matteo letto da papa Francesco). Questa chiave di lettura può essere avvalorata da un sano cammino di discernimento, alla luce degli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, celebrato dalla Chiesa il 31 luglio, per sperimentare un’intima unione con Dio in sé e con gli altri, nell’ascolto della Parola di Dio attraverso vari modi di pregare.

Mario Baldassarre