A piccoli passi nella gioia che conduce al Natale

A piccoli passi nella gioia che conduce al Natale

Dicembre 14, 2025 Off Di Mario Baldassarre

Mentre scorrono i giorni che ci accompagnano al Natale, l’atmosfera della solenne festività diventa sempre più intensa, viva e suggestiva, tanto da coinvolgere emotivamente grandi e piccini.

Nei viali dei centri cittadini i giochi di luce ben si armonizzano con i tradizionali canti natalizi. Il Natale si vive nell’attesa, nella gioia che viene ad abitare questo tempo speciale. È il tempo della maturità, della consapevolezza: la tradizione racconta che a Natale l’animo si dispone alla bontà, visto che, in maniera presuntuosa, buoni siamo conviti già di esserlo.

Troppe spesso la bontà passa attraverso forme di mistificazione, secondo il senso dell’apparenza o del fare qualcosa per stare “apposto con la coscienza”, manifestando una ritualità ben troppo materiale e dallo spirito ragionieristico del tenere in ordine i conti. L’indole di quantificare è propria della natura umana e di una visione che mira a garantire posizioni sociali di prestigio. L’attesa, tuttavia, si arricchisce dei nuovi e buoni propositi per l’anno che verrà e, in questa visione, la venuta del Salvatore acquista un significato benedicente per il cammino, in salita, che ci attende.

La domenica della gioia conferma la bellezza di un’attesa nell’attesa: un valore aggiunto considerevole per le giornate che verranno durante le quali si ultimeranno i preparativi, gli addobbi e i regali da sistemare sotto l’albero arricchito di palline e luci colorate.

«Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi» (Is 35, 4).

Le parole profetiche di Isaia ci restituiscono speranza, ottimismo, coraggio e fedeltà: ciò di cui abbiamo estremo bisogno in questo tempo segnato da ingiustizie e atrocità che ancora si compiono nelle aree segnate dalla guerra. L’invito alla gioia e alla speranza, in questo anno Santo Giubilare, ci accompagna nel cammino di salvezza. In questa attesa la speranza potrà arricchirsi della virtù della perseveranza per poter sperimentare la vera felicità, proprio come l’agricoltore che attende il frutto delle sue fatiche (cfr Gc 5, 7-10). Questo tempo così vivo e pregno di speranza ci invita a non scoraggiarci, ad essere pazienti, senza farsi prendere dalla smania di poter risolvere i problemi con la formula magica del “tutto e subito”.

In questo cammino occorre andare oltre le apparenze, senza lasciarsi contagiare dalla mondanità. “Si va, risalendo la china, con prudenza e perseveranza, non si corre ma si cammina, a piccoli passi e con tanta pazienza”.

Questo mio pensiero mi permette di affrontare le giornate con la giusta serenità, potendo leggere le giornate in maniera positiva e ottimistica, senza farmi imbavagliare dal negazionismo e dall’inettitudine che non garantiscono una vita in pienezza ricolma di gioia.