A Salerno il convegno di Pax Christi coordinamento Sud

A Salerno il convegno di Pax Christi coordinamento Sud

Maggio 10, 2022 Off Di Dario Alvino

Nell’Istituto Saveriano Missioni Estere di Salerno si è riunito nei giorni 7 e 8 maggio il Coordinamento Sud del movimento Cattolico per la pace.

Nella giornata di sabato, dopo il doveroso ricordo del compianto Filodemo Iannuzzelli, già segretario nazionale del Movimento, scomparso lo scorso anno, il segretario delegato per il Sud Filippo Severino introduceva il convegno sul tema del nucleare facendo una panoramica sulla storia e le finalità dell’associazione cristiana. Nato subito dopo la seconda guerra mondiale il Movimento Pax Christi abbraccia il tema della pace ma anche i diritti umani, l’obiezione di coscienza, il disarmo.

Esso è costituito da cristiani che operano nella vita reale e che si prefiggono come linee guida di pregare, studiare ed operare. Il Movimento si propone di cerare una cerniera tra la Chiesa ed il mondo ed interpreta la linea di Papa Francesco che predilige una “Chiesa in uscita” dai luoghi canonici, per stare in mezzo alla gente.

Il convegno del pomeriggio dal tema “Nucleare pulito o nucleare sicuro, una prospettiva o un miraggio?” risultava quanto mai di attualità per la percezione del rischio legato alla guerra in Ucraina, che potrebbe sfociare in un catastrofico epilogo per l’umanità. Ma anche per altri fattori indipendenti, quali l’aumento indiscriminato delle bollette energetiche, per la crisi dei produttori di petrolio e per il cambiamento climatico globale. Nonostante i due referendum del 1987 e del 2011, svoltisi all’indomani delle catastrofi nucleari di Chernobil e Fukushima, abbiano partorito una doppia bocciatura, oggi si torna a parlare di nucleare operando una distinzione tra uso bellico ed utilizzo civile e pulito dello stesso.

Dall’analisi approfondita del prof. Filippo Terrasi, ordinario dell’Università di Caserta, che si è avvalso anche di slide esplicative, si possono trarre le seguenti conclusioni: 1) che l’ energia nucleare è una fonte non rinnovabile, non produce gas serra quindi non fa male all’ambiente; 2) che in passato non si è tenuto conto del costo sociale e dei costi di smantellamento degli impianti; 3) che il confine tra uso pacifico ed uso militare è molto labile; 4) che per ridurre al minimo i rischi di incidenti e contaminazioni (nucleare di quarta generazione) occorrono ancora molti anni; 5) che in ogni caso non si fa in tempo ad ovviare alla crisi energetica e alla crisi climatica in atto.

Nella seconda giornata vi è stato un giro di esperienze dei vari gruppi e partecipanti provenienti da tutta l’Italia meridionale. Folta la

rappresentanza pugliese (Punto Pace di Corato, Andria, Bari), la Sicilia con il Punto Pace di Catania, la Calabria con Lametia e la Campania presente i rappresentanti di Salerno, Napoli e Avellino. Le esperienze raccontate testimoniano una fervida attività sui territori sui temi di ecologia e sviluppo sostenibile, di manifestazioni a favore del disarmo e dei diritti umani, in sinergia con Amnesty International. Attività spesso incoraggiate dalla presenza e dal dinamismo di vescovi favorevoli a tali iniziative. Numerose le proposte, specie dai numerosi insegnanti presenti in sala, di divulgare sempre più il tema della pace nelle scuole, anche con la installazione di pannelli esplicativi; oppure di inserire la pace tra le materie d’insegnamento alla stregua di religione ed educazione civica. Altra proposta è quella di istituire “luoghi della Pace” in tutte le città, al fine di perpetuare il messaggio.

Il congresso si chiudeva con l’arrivederci al prossimo fine settimana del 20-22 maggio a Firenze, ove si terrà un incontro, promosso da Pax Christi, sul tema “Diamo energia alla pace, diamo pace all’energia”.