Amare e servire con cuore sincero sono doni graditi a Dio

Amare e servire con cuore sincero sono doni graditi a Dio

Aprile 2, 2026 Off Di Mario Baldassarre

«Questa Pasqua si presenta come comanda Iddio», avrebbe esclamato Luca Cupiello dinanzi alle sempre più insolite condizioni climatiche di questi giorni. «Natale col sole e Pasqua col cippone», gli avrebbe, invece, fatto eco mio nonno, ricordandogli come erano andate le cose nelle scorse festività, con temperature miti e raramente fredde.

Consapevolizzo questi pensieri dinanzi al camino acceso e, di tanto in tanto, avverto l’esigenza di prendere altra legna e attizzare il fuoco del camino e con esso quello piacevole e nostalgico dei ricordi. La fiamma rinvigorisce l’atmosfera suggestiva, armonizzando l’eleganza di pensieri e sentimenti, che possono così prender forma con naturale spontaneità. La nebbiosità mattutina e lo scrosciare della pioggia trasmettono una sensazione di malinconia dolce e un po’ nostalgica che trova conferme e chiarezza nell’espressione dialettale della pecundrìa.

La Settimana Santa entra nel suo vivo e, così, il mistero della resurrezione potrà superare la morte di ogni forma di pessimismo o di un senso di inattività per l’avvicendarsi di condizioni avverse. Il mistero della Pasqua viene proprio a ricordarci che “non può piovere per sempre”, per cui i momenti negativi prima o poi finiscono, è necessario coltivare fiducia e speranza. Ad ogni modo, è evidente che le situazioni difficili e avverse non sono per nulla quelle climatiche. In questa giornata della cena del Signore cosa presentare sulle nostre tavole sovrabbondanti della tracotanza e dell’orgoglio oltremisura che ci rende indifferenti alle sofferenze diffuse? La purezza dei sentimenti di un cuore sincero disponibile a servire, come ha fatto Gesù nella lavanda dei piedi, con gesti pregni di amore e gratitudine verso gli altri, riconoscendo i propri limiti, sono doni graditi al Signore per costruire relazioni autentiche improntate sul rispetto, sul perdono e il reciproco aiuto.
Al tempo stesso, queste prerogative acquistano il valore della testimonianza, diventando dono di salvezza dinanzi ai dolori ricorrenti e all’impellente necessità di pace e concordia fra le genti. L’amore è il messaggio centrale della Santa Pasqua che prende forma dal servire con gioia e gratuità per diventare operatori di bene, di pace e prosperità per il buon cammino dell’umanità.