Archivio di Stato di Avellino: nuovo appuntamento con “I giovedì della lettura”

Archivio di Stato di Avellino: nuovo appuntamento con “I giovedì della lettura”

Gennaio 30, 2026 Off Di Redazione

Giovedì 5 febbraio, alle ore 16:30, l’Archivio di Stato di Avellino ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna libraria “I giovedì della lettura”.

L’incontro sarà dedicato alla presentazione del volume Stefania Filo Speziale. Conversazione con un’ombra di luce, di Rocco Romeo, un omaggio intenso e originale a una delle figure più significative e meno raccontate dell’architettura italiana del Novecento.

Ad aprire l’evento sarà Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. Seguirà il dialogo con l’autore, al quale prenderanno parte Gianni Colucci, Presidente del Circolo della Stampa di Avellino, e Marialuisa Squitieri, funzionaria archivista dell’Archivio di Stato di Avellino.
L’ingresso è libero.

Il libro riporta al centro dell’attenzione Stefania Filo Speziale (1905-1988), architetta dalla presenza discreta ma decisiva, la cui opera è rimasta a lungo ai margini della grande narrazione dell’architettura moderna. Autrice di oltre centocinquanta edifici, Filo Speziale ha lasciato un segno profondo attraverso un linguaggio progettuale sobrio e funzionale, capace di coniugare rigore e sensibilità, attenzione al contesto urbano e profondo legame con la città di Napoli. I suoi edifici non impongono, ma accolgono; non gridano, ma respirano.

Tra le sue realizzazioni più significative si ricordano il Palazzo Della Morte in corso Vittorio Emanuele (1951-57), il Grattacielo della Società Cattolica di Assicurazione (1954-58), le palazzine di via Nevio (1954-58) e il condominio di Parco Grifeo (1955-59).

Nel volume, Rocco Romeo, architetto e docente calabrese, ricostruisce in modo suggestivo la figura e l’opera della Filo Speziale attraverso una scrittura che si colloca a metà tra saggio critico e racconto narrativo. Il testo prende forma come un’intervista “impossibile”, un dialogo immaginario che restituisce non solo l’architetta, ma anche la donna, la docente universitaria, la cittadina e l’osservatrice attenta delle trasformazioni sociali e urbane di Napoli.

Un’occasione preziosa per riscoprire una protagonista silenziosa della cultura architettonica italiana e per riflettere sul valore della memoria, della città e delle voci rimaste troppo a lungo in ombra.