Aspettando la Festa dell’Immacolata, le tradizioni culinarie

Aspettando la Festa dell’Immacolata, le tradizioni culinarie

Dicembre 6, 2022 Off Di Rosario Oliva

Siamo entrati nel gioioso periodo che ci accompagna alla vigilia dell’Immacolata.

Il mio desiderio è quello di farvi immergere in questa bellissima atmosfera, raccontandovi le tantissime tradizioni culinarie.

Le belle melodie eseguite all’alba dalle bande musicali per le vie cittadine, per alcuni cullano gli ultimi sogni mentre per la casalinghe, solitamente, coincidono con la levataccia per friggere le pettole da far assaporare bell’e calde al resto della famiglia.

Il tutto, con la mente rivolta ai preparativi del cenone della vigilia dell’immacolata, nell’attesa di recarsi nelle pescherie e nei mercati rionali per acquistare baccalà, anguille e capitoni, elementi base dei piatti principi della festa.

Così accade nella vigilia dell’Immacolata.

A pranzo è consigliabile mantenersi leggeri. Non mancano coloro che fino al tramonto, come da tradizione, osservano il digiuno.

I nostri nonni, a tal proposito, dicevano: il digiuno, non obbligatorio, è per chiedere la pace nel mondo.

Qualche morso alla tradizionale pagnotta di pasta soffice a forma ovale preparata in casa, potrà alleviare il sacrificio.

Nel pomeriggio, l’attesa

Il pomeriggio correrà fra gli ultimi ritocchi all’albero di Natale e al presepe, in molte abitazioni ritornato al posto d’onore. Il tutto dovrà essere pronto per la serata, all’arrivo di parenti e amici per una sorta di inaugurazione ufficiale. E per meglio assaporare l’atmosfera c’è chi farà andare il cd delle pastorali.

In serata si prevede ressa nei negozi in vista dei regali natalizi per i quali impiegare buona parte della tredicesima. Sono inutili le raccomandazioni per limitare le spese in quanto si osserverà che nel periodo natalizio tutto…è utile, pur di far festa. Anche se con la feroce crisi in corso non ci sarà molta voglia di scialare.

 Il cenone

In attesa del cenone, ecco i giochi tradizionali: “stoppa”, “tombola” e “settemezzo”, ai cui giri si aggiungeranno man mano tutti gli invitati. Quindi, tutti a tavola, attendendo il defilè delle portate, fra tintinni di posate e di calici. Sugli antipasti ci si può sfiziare. Per i primi si può scegliere tra la pasta con le cozze o con le vongole o con le anguille, con una “spruzzatina” di peperoncino di cui proprio non se ne può fare a meno. E che spettacolo quando le sperlunghe fumanti vengono portate a tavola, con tutto quel festoso e concitato “arranghe-arranghe” fra i commensali, nel profumo irresistibile che si sprigiona nell’aria e in breve riempie la stanza. A seguire, baccalà fritto e capitone al sugo o in agrodolce; in alternativa a quest’ultimo, l’anguilla, meno cara e dalle carni più magre. Non devono mancare le verdure, soprattutto i broccoli, lessati o stufati, la pizza di scarole, le scarole saltate in padella, aglio, capperi, olive nere di Gaeta, acciughe salate, uvetta e pinoli.

Poi, mandarini arance e frutta secca a volontà, con le caratteristiche “castagne du prèvete”. Quale dolce, meglio dei classici struffoli, castagnelle, torrone e mustaccioli a seconda della regione di appartenenza, al posto del panettone, che nelle feste non mancherà fino ad abbuffarsi. Alla fine, un bicchierino di limoncello fatto in casa. Quindi, gran ripresa dei giochi fino a notte fonda. Tanto, l’indomani, giorno di festa, ci si può alzare più tardi.

L’8, il giorno della festa,

In mattinata ci saranno le file nelle più rinomate pasticcerie per l’acquisto di ricche “guantiere” di dolci. Un tempo, narrava qualcuno, si usava bruciare la cannella, opportunamente nascosta all’ingresso del locale, perché il suo irresistibile aroma invogliasse ad entrare gli intenti allo “struscio”. A mezzogiorno gran pranzo “a tema libero”, sempre senza esagerare, per non pagare il conto salato, fatto di diete ferree, dopo le festività.

In serata

La solita passeggiata per i mercatini di natale, al rientro a casa, ripresa dei giochi e giro di “guantiere” di dolci rimasti dal pranzo, così, giusto… per gradire, visto le precedenti abbondanti “sessioni gastronomiche”.