
AVELLINO-PALERMO, LE VOCI DEL DOPO GARA. NESTA: «FELICE DI QUELLO CHE VEDO». INZAGHI: «PAREGGIO GIUSTO». CHEDDIRA: «QUI HO TROVATO UNA FAMIGLIA»
Settembre 13, 2026
Soddisfazione per la prestazione e rammarico per una vittoria sfiorata nel finale. È questo il sentimento che emerge dalle parole di Alessandro Nesta e Walid Cheddira dopo il pareggio dell’Avellino contro il Palermo. Filippo Inzaghi giudica invece il risultato una fedele espressione dell’equilibrio della gara.
Inzaghi: «Una partita equilibrata, il pareggio è giusto»
Il tecnico del Palermo riconosce le difficoltà della sfida e sottolinea le opportunità avute da entrambe le squadre: «È stata una partita equilibrata, il pareggio penso sia il risultato giusto». I rosanero, dopo aver recuperato lo svantaggio, hanno avuto la possibilità di completare la rimonta, ma nel finale hanno rischiato di subire il secondo gol.
Inzaghi collega parte della sofferenza conclusiva alla momentanea inferiorità numerica per l’uscita di Bani: «La squadra probabilmente non si è accorta», spiega, ricordando il pallone perso sull’esterno da cui è nata un’occasione dell’Avellino.
Positivo il giudizio sull’avversario: «Mi aspettavo questo Avellino», afferma, richiamando il valore della vittoria ottenuta a Modena. Il tecnico avrebbe voluto maggiore velocità nel possesso, ma apprezza la reazione dei suoi dopo il gol subito. Sull’impiego di Johnsen a gara in corso, chiarisce che la scelta è stata condizionata anche da una botta e da un fastidio al polpaccio.
Nesta: «Il percorso dei ragazzi è meraviglioso»
Nesta elogia la crescita dell’Avellino, capace di superare l’avvio aggressivo del Palermo e di rendersi pericoloso fino agli ultimi minuti. Il risultato lascia qualche rimpianto, ma non ridimensiona la soddisfazione: «Io sono felicissimo di quello che vedo», sottolinea. «Il percorso dei ragazzi fino adesso per me è meraviglioso».
L’allenatore valorizza soprattutto la disponibilità del gruppo a riconoscere e correggere le difficoltà. Dopo Modena aveva chiesto maggiore qualità nel gioco e contro il Palermo ha ricevuto una risposta incoraggiante, anche sul piano della personalità.
Quanto all’errore che ha preceduto il pareggio, Nesta difende la scelta di costruire attraverso il possesso: «La gestione del vantaggio deve essere giocata». Un principio sul quale si assume la responsabilità: «Se sbagliano una palla, la responsabilità me la prendo io come allenatore».
La scelta iniziale di Pandolfi rispondeva alla volontà di sfruttarne la condizione fisica, per poi inserire energie fresche. La gestione delle sostituzioni è stata condizionata anche da un cambio forzato e dalla necessità di amministrare le finestre disponibili.
Il pensiero corre già al prossimo impegno: «Ad Ascoli sarà la partita più difficile del campionato», avverte Nesta, chiedendo alla squadra di prepararsi a una nuova prova impegnativa.
Cheddira: «Potevamo portare a casa i tre punti»
Autore del gol dell’Avellino, Cheddira esprime orgoglio per la prova collettiva: «Abbiamo fatto una partita di grande personalità, di grande impegno e di grande umiltà», contro un avversario costruito per puntare alla promozione diretta.
Resta il rimpianto per le occasioni conclusive: «Potevamo portare a casa i tre punti». L’attaccante sottolinea le parate decisive del portiere rosanero e racconta uno spogliatoio soddisfatto della prestazione, ma consapevole di essere arrivato vicino alla vittoria.
Il rapporto con l’ambiente è già forte. «Appena arrivato ho trovato una famiglia», dice dei compagni, spiegando di essersi messo a disposizione senza pretendere un ruolo acquisito. Anche la decisione di vivere ad Avellino nasce dal desiderio di sentirsi parte della comunità: «Il calciatore deve vivere la città quotidianamente». Il contatto con tifosi e bambini, aggiunge, accresce il senso di responsabilità in campo.
Il primo gol davanti al pubblico biancoverde è stato «un’emozione unica». Sul piano fisico, Cheddira riferisce di aver smaltito il fastidio al flessore e di essere vicino alla migliore condizione.
Infine, sulla vicenda James Rodríguez, ribadisce la concentrazione del gruppo: «Se veniva lo accoglievamo bene. Ora che non è venuto siamo noi la nostra famiglia e continuiamo ad andare avanti».

