Avellino, verso le Amministrative: l’ombra di Fabio Benigni e il bivio del centrodestra

Avellino, verso le Amministrative: l’ombra di Fabio Benigni e il bivio del centrodestra

Marzo 17, 2026 Off Di Redazione

Il risiko delle prossime elezioni amministrative ad Avellino entra nel vivo e il nome che agita i circoli romani è quello di Fabio Benigni. L’attuale Presidente dell’Ordine degli Avvocati, al suo secondo mandato, emerge come la figura della “continuità familiare” capace di unire l’anima moderata e quella istituzionale della città.

L’eredità Benigni e l’asse con Roma

Nipote dell’avvocato Generoso Benigni — indimenticato vice sindaco del post-terremoto e pioniere di un centrodestra illuminato — Fabio Benigni rappresenterebbe la carta vincente del Ministro Matteo Piantedosi. L’obiettivo è chiaro: presentare una proposta unitaria che raggruppi tutti i simboli della coalizione, superando le frammentazioni civiche.

Forza Italia tra due fuochi: Nargi o il Simbolo?

La candidatura di Benigni mette Forza Italia davanti a un aut-aut: continuare a puntare sull’ex sindaca Laura Nargi (anche a costo di rinunciare al simbolo di partito) o tornare alle origini politiche. Sullo sfondo resta ancora la figura di Francesco Pionati, la cui candidatura non è affatto tramontata.

Il tavolo del centrodestra è ora chiamato a sciogliere il nodo “equivoco”. Da un lato la spinta verso il civismo nargiano, dall’altro la linea dura dettata da Gianfranco Rotondi e sottoscritta da molti: un passo indietro dei protagonisti del passato (Nargi e Festa) per liberare la città da una stagione politica definita “scomoda”.


Certamente, la possibile discesa in campo di Fabio Benigni sembra essere più di una semplice suggestione elettorale; appare come il tentativo di restaurare un decoro istituzionale che Avellino sembra aver smarrito tra inchieste e pesanti assenze politiche.

Tuttavia, il vero ostacolo non sarà trovare il nome, ma gestire le macerie interne. Se il centrodestra non riuscirà a sacrificare le ambizioni personali dei singoli consiglieri o dei “protettori” locali in nome di una sintesi politica reale, il rischio è di consegnare nuovamente la città a una frammentazione che, alla prova del voto ponderato e amministrativo, ha già dimostrato di essere letale per la rappresentanza della comunità.

La sfida di Benigni non sarebbe solo contro gli avversari, ma contro i veti incrociati di una coalizione che fatica a ritrovarsi sotto un’unica bandiera.