
Capaccio Paestum, Paestum Energia Futura: “La mancata Bandiera Blu evidenzia una criticità ambientale da affrontare”
Giugno 1, 2026
La mancata assegnazione della Bandiera Blu a Capaccio Paestum per il 2026 riaccende il dibattito sulla sostenibilità ambientale del territorio. Per Paestum Energia Futura Srl, il mancato riconoscimento rappresenta un segnale da non sottovalutare, poiché richiama l’attenzione sulla necessità di una gestione sempre più efficiente delle risorse ambientali e delle attività produttive.
Capaccio Paestum ospita una delle più importanti filiere bufaline d’Europa, una risorsa economica strategica che richiede però soluzioni moderne per la gestione dei liquami e dei sottoprodotti agricoli. In questo contesto si inserisce il progetto dell’impianto a biometano di Via Gaiarda, che la società intende ripresentare dopo un percorso di confronto con cittadini, operatori turistici, associazioni, cooperative agricole ed enti istituzionali.
“L’obiettivo non è contrapporre turismo e agricoltura, ma renderli compatibili attraverso innovazione e sostenibilità”, sottolinea la società. “La pressione ambientale legata alla gestione dei reflui zootecnici è una questione concreta che il territorio deve affrontare con responsabilità e visione”.
Secondo Paestum Energia Futura, l’impianto consentirebbe di trasformare una criticità ambientale in una risorsa, producendo energia rinnovabile e fertilizzanti naturali attraverso il trattamento controllato dei liquami bufalini.
“La qualità ambientale è oggi un fattore determinante per la competitività turistica e per la tutela delle produzioni agricole. Servono infrastrutture moderne, sicure e sostenibili che permettano a Capaccio Paestum di crescere tutelando il proprio patrimonio naturale e produttivo”, conclude la società.


