Cibi extra Ue, l’allarme di Coldiretti Campania: “Più controlli e trasparenza per difendere salute e agricoltori”

Cibi extra Ue, l’allarme di Coldiretti Campania: “Più controlli e trasparenza per difendere salute e agricoltori”

Gennaio 26, 2026 Off Di Redazione

Dalla carne congelata trattata con ormoni e antibiotici al riso coltivato con pesticidi vietati nell’Unione Europea.

È un quadro preoccupante quello denunciato da Coldiretti Campania, che chiede un rafforzamento immediato dei controlli su tutti i prodotti agroalimentari extra Ue e l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria dell’origine a livello europeo. Nel mirino anche l’abolizione del codice doganale dell’ultima trasformazione, che oggi consente di spacciare per italiano ciò che italiano non è.

L’allarme è stato rilanciato dalla grande mobilitazione di Torino, con la presenza del presidente nazionale Ettore Prandini, del segretario generale Vincenzo Gesmundo e dei vertici di Coldiretti Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, insieme a seimila agricoltori provenienti da tutta Italia. Una protesta condivisa da tutte le regioni, Campania compresa, per denunciare una concorrenza sleale che mette a rischio sia la salute dei consumatori sia il reddito delle imprese agricole.

Durante l’evento è stata allestita una tavola simbolica che ha messo a confronto le eccellenze del made in Italy, come il riso Carnaroli e la carne di razza piemontese, con prodotti stranieri che entrano in Europa con controlli minimi e spesso trattati con sostanze vietate.
“I controlli sulle merci extra Ue si fermano mediamente al 3% e solo nel 2025 sono stati registrati 230 allarmi alimentari per pesticidi proibiti, microrganismi patogeni e contaminanti pericolosi”, spiega il direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Loffreda, citando i dati Rasff.

Preoccupa in particolare il settore delle carni bovine: nel 2024 l’Italia ha importato 377 milioni di chili dall’estero, con un boom della carne congelata, cresciuta del 30% nel 2025. “Nei Paesi extra Ue, soprattutto in Sud America, sono ancora diffusi antibiotici e promotori della crescita vietati in Europa, con gravi lacune nei controlli”, sottolinea il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli.

Situazione critica anche per il riso, con arrivi massicci dall’Asia e dall’America Latina: pesticidi cancerogeni, sostanze neurotossiche e fungicidi che interferiscono con il sistema ormonale sono stati rilevati in partite provenienti da India e Paraguay. Eppure il 60% del riso importato entra a dazio zero, aggravando il dumping a danno delle produzioni italiane.

Non va meglio al comparto florovivaistico, particolarmente rilevante in Campania e Liguria, colpito dall’importazione di piante e fiori da Paesi extra Ue, spesso legata a sfruttamento del lavoro e standard ambientali molto più bassi.

La richiesta di Coldiretti è chiara: applicare il principio di reciprocità, imponendo agli alimenti importati gli stessi standard europei di sicurezza, qualità e sostenibilità. Per farlo servono più controlli e una governance forte: da qui la proposta di assegnare all’Italia, e a Roma, la sede dell’Authority doganale europea.

Una battaglia che, per Coldiretti Campania, riguarda tutti: agricoltori, consumatori e il futuro del vero made in Italy.