Don Ferdinando Renzulli: l’amico dei poveri nel ricordo del Vescovo Arturo Aiello
Maggio 6, 2021
“A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti”, scrive nel carme “Dei sepolcri” il poeta Ugo Foscolo, mostrando l’alto valore civile dei grandi uomini che destano il desiderio di emulazione: un omaggio alla grandezza e alle immortali gesta d’eroi. Rimanere nel solco della storia per aver fatto con umiltà un cammino lungimirante è dono d’immortalità. La verde Irpinia è trapuntata di figure di spicco di alta caratura culturale e spirituale che nel tempo si sono distinte.
Il vescovo di Avellino, Mons. Arturo Aiello, al Polo Giovani ha commemorato il decennale della morte di don Ferdinando Renzulli parroco dal 1951 al 1975 della Parrocchia di S. Francesco di Assisi di Borgo Ferrovia ad Avellino. Il presule nella sua lunga attività pastorale ha esercitato con zelo le virtù teologali di speranza e carità, guadagnandosi l’appellativo di “amico dei poveri”. Uomo semplice, maestro di vita e di pensiero, sicura guida spirituale di numerose generazioni di giovani. Nella sua lunga missione nella Parrocchia in Borgo Ferrovia ha saputo trasformare la chiesa in uno spazio aperto alle famiglie, ai giovani, in particolare nelle fasi delicate di ricostruzione del dopoguerra e della contestazione sessantottina. La parrocchia e l’oratorio attiguo sono diventate punto di riferimento del territorio. Merito suo furono la costruzione della nuova chiesa parrocchiale con la casa canonica inaugurate nel 1964, a cui fecero seguito l’asilo S. Maria Goretti e il Murale della Pace, realizzato dall’artista irpino Ettore de Conciliis. Un prete amante delle periferie, tanto care al santo padre Francesco, la cui missione pastorale è stata incardinata sulla riscoperta e la rivalorizzazione delle stesse: prima nel quartiere Avellinese Borgo Ferrovia, poi nella parrocchia di Cesinali dove fu fondatore del Teatro d’Europa.
Mons. Aiello, nel tracciare sapientemente l’alto spessore spirituale di don Ferdinando Renzulli, ha delineato il futuro della Chiesa, lanciando un invito ai sacerdoti nel guardare avanti, leggendo i cambiamenti che si profilano all’orizzonte. Un invito che va nella direzione di una “Chiesa in uscita”, come proposto da Papa Francesco, in cui il ruolo della parrocchia si apre alla ricerca di nuove strade per annunciare il Vangelo, rafforzando il legame con il territorio. Don Ferdinando in questo è stato un precursore, che ha saputo con largo anticipo leggere i segni del cambiamento.
Mario Baldassarre


