Dono e perdono sono il frutto dell’amore di Dio

Dono e perdono sono il frutto dell’amore di Dio

Marzo 24, 2024 Off Di Redazione
Immagine tratta da www.comunitafreiburg.de

La stagione primaverile, pur con i molteplici cambiamenti climatici, si affaccia su questo tempo che gradualmente ci accompagna alla Santa Pasqua. Le giornate si vanno allungando in maniera considerevole e nelle campagne è quanto mai evidente la ripresa vegetativa, che consegnerà il tempo della senescenza e del riposo invernale ai ritmi produttivi delle belle stagioni. Il risveglio è tempo di nascita e di crescita: apre gli orizzonti verso nuove prospettive, tanto da contribuire ad uscire da uno stato di torpore e di inattività.

Il clima mite degli ultimi anni ha anticipato il tempo di fioritura di varie essenze vegetali, tra cui il mandorlo e il pesco. Le gelate tardive e i ritorni di freddo possono compromettere le produzioni. Purtroppo queste condizioni, sempre più frequenti, sono la chiara evidenza del cambiamento climatico, che va preso nella giusta considerazione, per contenere gli effetti irreversibili di una crisi in atto ed evitare il raggiungimento di un “punto di rottura” e di non ritorno (cfr Papa Francesco, Laudate Deum). L’attentato a Mosca di questi ultimi giorni restituisce uno stato allarmante e preoccupante riguardo il rischio di una tragica escalation del conflitto in atto. Papa Francesco invita a seguire una strada di negoziazione per garantire una concordia tra le nazioni e scongiurare così una guerra mondiale.

«Il cuore dell’uomo può assecondare cattive passioni… ma può anche opporsi a tutto questo […] L’essere umano è fatto per il bene e può anche esercitarsi in quest’arte» (Papa Francesco, udienza del 13 marzo). Le parole del Santo Padre sono aperte alla speranza e alla necessità di essere artefici attivi e propositivi del proprio cammino, esercitando in pienezza le virtù umane. Il tempo pasquale ci richiama a vivere con intensità il cammino di salvezza di Cristo. La misericordia, maturata dal legno della Croce, proprio in questo tempo così difficile e vacuo dei valori più significativi per un buon cammino di vita, deve essere un dono da coltivare nella reciprocità: ciò che gratuitamente ed indegnamente si è avuto va testimoniato e offerto, in una visione salvifica che comunemente chiamiamo pace. È un bisogno e una necessità impellente per il benessere dell’umanità.

«Dalla Croce il Signore ci insegna che la gloria vera, quella che non tramonta mai e rende felici, è fatta di dono e perdono. Dono e perdono sono l’essenza della gloria di Dio. E sono per noi la via della vita. La gloria mondana passa e non lascia la gioia nel cuore; nemmeno porta al bene di tutti, ma alla divisione, alla discordia, all’invidia». Questa Pasqua deve poter maturare nello spirito di condivisione e di servizio, come il Figlio di Dio ha testimoniato nella sua esperienza terrena, passando attraverso il fallimento della Croce per amore, perché, come ci ricorda papa Francesco: «La vita non serve se non si serve» (Papa Francesco, Omelia nella Celebrazione della Domenica delle Palme, XXXV Giornata Mondiale della Gioventù, 5 aprile 2020).

In questo tempo così difficile per le sorti dell’umanità, alla luce dei numerosi conflitti che vedono come vittime sacrificali i poveri e gli ultimi, i “rami di ulivo” da sventolare verso il cielo dovranno essere le nostre mani e i nostri cuori, per un impegno concreto di pace, sotto lo sguardo amorevole di Dio.

Mario Baldassarre