È la pace l’urgente bisogno dell’umanità
Gennaio 4, 2026
Il nuovo anno ci consegna un tempo da vivere e da pianificare con consapevolezza e rettitudine per dare senso al cammino che ci attende. L’anno che si è appena concluso ha visto tramontare il primo quarto del XXI secolo. Ogni tempo di confine diventa un momento di riflessione, di bilancio e di buoni propositi che si andranno poi ad interfacciare con la realtà.
Sono questi ultimi a rafforzare il senso di maturità, seppur, molte volte, il corso della storia stravolge le condizioni. La speranza, virtù cristiana, vissuta nell’Anno Santo giubilare che volge al termine, sia luce sui nostri passi, per guardare con fiducia il futuro secondo rosee prospettive, abbandonando quel senso di pessimismo e negazionismo che, viste le condizioni del tempo in cui viviamo, si fa spazio nelle nostre giornate.
L’aver vissuto questi anni mi dà la possibilità di volgere lo sguardo sul retrobottega della storia e riflettere sui momenti salienti di questo tempo che, inevitabilmente, per le vicende e il considerevole progresso tecnologico in atto, ha segnato un cambiamento d’epoca, in un’epoca di forti cambiamenti, parafrasando il pensiero del compianto papa Francesco.
Ricordo i timori del Millenium Bug circa i possibili problemi informatici con l’arrivo del 2000: tutto fu gestito nel migliore dei modi senza le gravi conseguenze paventate. Il corso di questo venticinquennio è stato, tuttavia, segnato da eventi tragici come gli attentati terroristici negli USA contro le Torri Gemelle e il Pentagono (11 settembre 2001); la crisi finanziaria globale (2008) con il crollo dei mercati e recessione economica mondiale; il disastro causato dallo tsunami nell’Oceano Indiano (2004); la pandemia di COVID-19 (2020-2022): emergenza sanitaria globale che ha cambiato la vita quotidiana, le economie e le relazioni internazionali.
Questi anni sono stati attraversati da profonde guerre che hanno turbato gli equilibri internazionali ed ancora segnano una pagina tragica per l’intera umanità, nonostante il forte progresso tecnologico potenziato con la diffusione di internet a garanzia di un mondo sempre più connesso e proteso verso le sfide della globalizzazione, con evidenti ricadute sociopolitiche ed economiche.
La rivoluzione tecnologica di questi ultimi anni è segnata dall’Intelligenza Artificiale. Le conquiste della scienza hanno migliorato le prospettive di vita ed hanno permesso l’uso delle energie rinnovabili, facendo maturare, con gradualità, una coscienza ecologica alla luce dei forti cambiamenti ambientali che mettono a dura prova le sorti del nostro pianeta.
In tutto ciò va ricordato l’impegno e la sensibilità di papa Francesco che, in più occasioni, ha lanciato degli appelli verso la crisi climatica, la cura del pianeta e la necessità di maturare una sensibilità verso la sostenibilità ambientale con azioni concrete e urgenti (cfr Laudato si’, Laudate Deum). L’anno appena trascorso è stato segnato dalla morte del santo padre Francesco che nel corso del suo pontificato ha cambiato e migliorato il volto della Chiesa, “ospedale da campo”, che cura prima di giudicare, non chiusa in se stessa, ma più vicina alle persone (Chiesa in Uscita) con una prioritaria attenzione ai poveri, agli esclusi e alla promozione del dialogo interreligioso.
Papa Leone XIV ha sapientemente raccolto il testimone del predecessore; al riguardo, nella Dilexi te si legge: «L’amore per i poveri è un elemento essenziale della storia di Dio con noi e, dal cuore stesso della Chiesa, prorompe come un continuo appello ai cuori dei credenti, sia delle comunità che dei singoli fedeli.» (DT 103). L’umanità ha un profondo bisogno di pace che si eleva dai luoghi dove la guerra rappresenta sempre più una sanguinante piaga sociale che vede tra le vittime anche bambini innocenti.
I focolai d’odio prolificano dinanzi ad un mancato senso di umanità e fratellanza che, alimentando correnti di odio, impedisce di coltivare ogni forma di bene, che potrà maturare solo con la comprensione e la misericordia.
«L’approdo del cuore – ricorda papa Leone XIV – è imparare a rallentare e amare il prossimo […] Dobbiamo assumerci la responsabilità di tanti impegni, risolvere problemi, affrontare fatiche», per garantire benessere a chi soffre e una pacifica convivenza tra i popoli, consapevoli che la pace è un dono della grazia di Dio che può crescere alla luce dell’impegno, della responsabilità e della maturità dell’uomo.


