Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco (Lc 3, 16). Dono si salvezza eterna

Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco (Lc 3, 16). Dono si salvezza eterna

Gennaio 9, 2022 Off Di Redazione

Il nuovo anno, a conclusione delle festività natalizie, si è aperto ponendo allo scoperto vecchie preoccupazioni. Immagini di un repertorio già visto prendono forma e acuiscono certe ferite non ancora divenute cicatrici. Le preoccupazioni si avvicendano con il passo lungo del maratoneta, guadagnando il centro della scena, tanto da polarizzare l’attenzione e l’interesse di ognuno su un’unica e monotona tematica.

L’anno si è aperto con la psicosi del “tampone” per il timore del “contagio”. Una nuova grammatica si fa spazio in giornate sempre uggiose in cui gli sbuffi s’infrangono contra la mascherina ormai diventata una nuova appendice sempre più pronta ad infiammarsi. Viviamo nell’estenuante attesa di un ritorno alla normalità. Tutta la vita, in fondo, è un’attesa di un futuro a cui dare senso. In tutto ciò è sempre più difficile raggiungere il senso della sazietà: si rincorrono desideri effimeri e materiali senza, tuttavia, sapersi accontentare.

Il Natale ha portato in questo tempo ostile la luce dell’amore di un Dio fattosi uomo per rivelare che la morte non è l’ultima parola e che il buio del peccato è rischiarato dalla luce del perdono. Il battesimo ci rende cristiani, oggetto della misericordia gratuita di Dio. Gesù, in fila al Giordano, fa suo il nostro desiderio di purificazione, lo fa con umiltà senza seguire corsie preferenziali, come spesso siamo abituati. L’umiltà e la rettitudine permettono allo Spirito Santo di agire e guidare le nostre vite su sentieri che portano a Dio.

«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Lc 3, 22).

Il battesimo di Gesù è una nuova epifania: la voce dello Spirito Santo che investe il Messia rivelando il mistero di salvezza. «Il Battesimo – ricorda papa Benedetto XVI – è per così dire il ponte che Egli ha costruito tra sé e noi […] è l’arcobaleno divino sulla nostra vita, la promessa del grande sì di Dio, la porta della speranza e, nello stesso tempo, il segno che ci indica il cammino da percorrere in modo attivo e gioioso per incontrarlo e sentirci da Lui amati». Un dono d’amore gratuito che va accolto fidandosi e affidandosi a Dio con le nostre umane debolezze, senza la pretesa del tutto e subito, dei limiti della mediocrità terrena, dello spirito edonistico.

Afferma padre Lorenzo Montecalvo, sacerdote vocazionista: «perché l’uomo guarisca dalle sue varie malattie ha bisogno di un clima d’amore; l’amore è la cura più efficace per guarire l’uomo tormentato e straziato dagli spiriti immondi».

Il battesimo di Gesù ci ricorda il nostro battesimo ed è occasione propizia per ripensare la propria appartenenza a Cristo nella fede della Chiesa di Dio, così da morire e risorgere con Lui.

Mario Baldassarre