Emergenza influenza “variante K”: Pronto soccorso salernitani al collasso. La denuncia del Nursind
Gennaio 15, 2026
L’attuale picco influenzale, noto come variante K, sta aggravando una situazione già critica nei Pronto soccorso degli ospedali della provincia di Salerno, portando nuovamente alla luce problemi strutturali e organizzativi che da tempo mettono sotto pressione il sistema sanitario pubblico.
A lanciare l’allarme è la segreteria provinciale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che chiede un intervento immediato della Regione Campania e una revisione complessiva del Piano ospedaliero regionale, auspicando una collaborazione concreta con la sanità privata.
La denuncia è stata presentata nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi presso la sede provinciale del sindacato. «Tutte le strutture ospedaliere della provincia stanno attraversando un momento estremamente complesso e delicato», ha dichiarato Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. «La situazione più critica resta quella dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, il presidio più grande del territorio, che paga il prezzo più alto in termini di sovraffollamento e carenza di risorse».
Secondo Tomasco, senza un cambio di rotta deciso da parte della Regione, il sistema continuerà a produrre le immagini ormai tristemente note: «Persone costrette ad attendere per ore, su barelle o sedie, prima di ricevere assistenza. È un modello che ha dimostrato di essere fallimentare. Serve una svolta».
Nel corso dell’incontro, alla presenza del delegato RSU del Nursind per l’ospedale di Mercato San Severino, Valerio Festosi Guida, è stato tracciato un quadro preoccupante anche per gli altri presidi della provincia. «Le segnalazioni più allarmanti arrivano da Battipaglia e Mercato San Severino», ha aggiunto Tomasco. «Al Pronto soccorso del “Santa Maria della Speranza” il personale lavora letteralmente in trincea, con inevitabili ricadute sui tempi di attesa per i pazienti».
Criticità anche a Mercato San Severino, dove i lavori in corso non consentono di operare in condizioni adeguate: «Le strutture attuali non supportano il carico di lavoro del personale sanitario», ha sottolineato il segretario del Nursind.
Da qui l’appello finale: «È indispensabile il supporto della sanità privata, seguendo l’esempio della collaborazione attivata durante l’emergenza Covid.
La Regione deve assumersi la responsabilità di riformare un sistema che, così com’è, non riesce più a garantire risposte adeguate ai cittadini».


