Emergenza Pronto soccorso a Salerno, il Nursind: «Crisi annunciata, serve una riforma immediata del sistema»

Emergenza Pronto soccorso a Salerno, il Nursind: «Crisi annunciata, serve una riforma immediata del sistema»

Gennaio 12, 2026 Off Di Redazione

Il sovraffollamento dei Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno non è un’emergenza improvvisa, ma il sintomo più evidente di una crisi strutturale che da anni investe l’intero sistema dell’emergenza-urgenza provinciale e regionale.

A denunciarlo con forza è il Nursind di Salerno, che ha formalmente scritto alle massime istituzioni sanitarie e regionali chiedendo interventi urgenti e non più rinviabili.

La recente sospensione dei ricoveri ordinari rappresenta, secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, una misura estrema che certifica il fallimento della programmazione e dell’organizzazione della rete emergenziale. Una situazione tutt’altro che imprevedibile.

«Non siamo di fronte a un evento eccezionale – dichiara il segretario territoriale del Nursind, Biagio Tomasco – ma all’ennesima crisi annunciata. I Pronto soccorso del Ruggi vivono ciclicamente queste condizioni eppure le linee guida regionali sul sovraffollamento, adottate già nel 2025, sono rimaste lettera morta. Oggi se ne pagano le conseguenze sulla pelle dei cittadini e degli operatori».

Tra le principali criticità, il sindacato segnala un grave deficit di coordinamento tra l’Azienda ospedaliera, l’Asl Salerno e la centrale operativa del 118, che continua a convogliare un numero elevatissimo di pazienti verso il presidio di Salerno, nonostante la presenza di altre strutture sul territorio.

«Serve un cambio di paradigma – sottolinea Tomasco –. Non può essere la sola vicinanza geografica a determinare la destinazione dei pazienti, ma l’idoneità del presidio rispetto alla patologia. Senza protocolli chiari e condivisi, il sistema è destinato a collassare».

A rendere la situazione ancora più drammatica è la cronica carenza di personale sanitario. A denunciarlo è il segretario amministrativo del Nursind Salerno, Adriano Cirillo.

«Da anni segnaliamo una carenza strutturale di organico – afferma – che oggi esplode in tutta la sua gravità: meno posti letto, meno operatori, più accessi e pazienti costretti a rimanere giorni interi in barella. È una condizione indegna per un Paese civile e profondamente umiliante per chi lavora ogni giorno in prima linea».

Una pressione che, secondo il Nursind, incide inevitabilmente sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza delle cure, mentre il personale sanitario diventa spesso bersaglio di una narrazione mediatica distorta.

«È inaccettabile – prosegue Cirillo – continuare a parlare di presunte inefficienze del personale di Pronto soccorso. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari stanno tenendo in piedi il sistema con sacrifici enormi. Le Aziende sanitarie devono difenderli pubblicamente, non lasciarli soli».

Sulla stessa linea anche i delegati Rsu del Nursind dell’Azienda Ruggi e dell’Asl Salerno, Domenico Ciro Cristiano, Valerio Guida Festosi e Carmine Sammartino, che chiedono una profonda revisione dell’intero assetto dell’emergenza-urgenza.

«Il sovraffollamento non si risolve con circolari tampone – dichiarano – ma con investimenti strutturali, assunzioni mirate, bed manager operativi 24 ore su 24 e un reale governo dei flussi. I numeri parlano chiaro: più accessi e meno posti letto generano inevitabilmente caos».

Il Nursind richiama infine le opportunità offerte dalla legge di Bilancio 2026 e dal decreto Milleproroghe, che consentono alle Regioni di assumere personale in deroga ai vincoli di spesa.

«Ora non ci sono più alibi – conclude Tomasco –. La Regione Campania ha gli strumenti per rafforzare gli organici e riorganizzare la rete dell’emergenza. Chiediamo un intervento immediato e una visione di sistema, nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori della sanità».

Per il sindacato, una riforma complessiva dell’emergenza-urgenza non è più rinviabile e rappresenta una priorità assoluta per evitare il definitivo collasso della sanità pubblica nel territorio salernitano.