FESTIVAL DI SANREMO: “Come un latitante a un passo dall’arresto..”

FESTIVAL DI SANREMO: “Come un latitante a un passo dall’arresto..”

Marzo 1, 2026 Off Di Alberto Maria Ferrante

La frase di Marco Masini, concorrente in gara con Fedez, riassume perfettamente lo stato d’animo di concorrenti e ospiti che si sono avvicendati sul palco.

Esortati da Carlo Conti a “spicciarsi” per non trovarsi mai concretamente in ritardo sulla tabella di marcia, non c’è stato modo per nessuno di fare nulla, se non la performance canora, o il siparietto comico prestabilito. Ecco, sul palco dell’Ariston, non è successo nulla, tutto è stato interrotto “prima che”, direbbe Nayt. La mancanza totale di una cornice adeguata alla musica non ha permesso al pubblico di apprezzare una canzone che già la successiva era arrivata a metà.

Le gag dei vari ospiti, dato il clima di terrore imposto da Carlo Conti, il sovrano del tempo, sono risultate stanche, annoiate e di dubbio gusto. Mentre gli spettatori da casa non vedeva l’ora che le battute finissero, per intrattenersi guardando qualche pubblicità in onda, il pubblico a teatro tentava inutilmente di autoconvincersi fossero simpatiche, al netto delle quasi 2000 “cucozze” spese per vedere il festival.

E che i fiori servano solo per festeggiare e mai sulle tombe dei bambini..”

Bel messaggio, se non fosse completamente svilito dal tempismo e alle tempistiche ad esso dedicate, ma questo è solo un esempio della superficialità con cui sono state trattate alcune tematiche. Di solito un grande conduttore riesce a smorzare l’imbarazzo, solo che quest’anno si ha quasi avuto l’impressione che Conti, sadicamente, lo alimentasse.

L’essere sbrigativo di Carlo Nazionale ha completamente monopolizzato i social, eclissando tutte le valanghe di meme su Sal Da Vinci ed Elettra Lamborghini. Quindi? Il Sanremo di quest’anno, pur di rientrare nei tempi, ha quasi del tutto annullato la musica?

Sì, il pubblico da casa che lo ha guardato è rimasto incollato allo schermo più per la speranza che succedesse qualcosa e per il fantasanremo, non per reale interesse alla musica, a cui non è stato permesso di ricevere il giusto apprezzamento.