‘Frozen II’, il nuovo viaggio di Elsa e Anna tra musica e effetti speciali alla ricerca delle origini della magia

‘Frozen II’, il nuovo viaggio di Elsa e Anna tra musica e effetti speciali alla ricerca delle origini della magia

Novembre 14, 2019 Off Di Redazione


Il gelo dell’inverno perenne ha lasciato spazio a un autunno di foglie colorate e vento birichino ma Frozen II – Il segreto di Arendelle, sequel del cartoon Disney con un box office da un miliardo e 276mila dollari nel mondo, è un’avventura ancora più entusiasmante della prima, coinvolge tutti gli elementi della natura, acqua, fuoco, terra e aria e porta le sorelle di Arendelle Elsa e Anna in territori sconosciuti fuori e dentro di loro. 

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Fino all’arrivo del Re leone quest’estate, era il cartoon di maggior incasso della storia del cinema e ora Frozen è pronto a riconquistarsi il suo primato a cinque anni dall’Oscar e con un secondo capitolo che il regista Chris Buck ha definito “il secondo atto di un musical di Broadway. Con la musica siamo andati più a fondo con divertimento ed emozioni per far sì che la nostra storia andasse oltre”. Il mondo si prepara a una nuova invasione, nelle sale americane il 22 e in quelle italiane il 27, con una nuove canzoni, storie e avventure. Il cast di doppiatori italiani tutti confermati: Serena Rossi è Anna,Enrico Brignano è il pupazzo Olaf, Serena Autieri è Elsa, mentre Giuliano Sangiorgi canta sui titoli di coda la canzone Nell’ignotoInto the unknownnella versione originale cantata dai Panic at the disco, che potrebbe diventare la nuova Let it go.

Frozen II è rock con la voce di Giuliano Sangiorgi

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I fan di tutto il mondo in questi sei anni di attesa hanno placato la nostalgia per le sorelle Anna e Elsa con due cortometraggi, uno legato alle tradizioni di Natale, uno sul compleanno di Anna, ma niente a confronto del secondo capitolo, un nuovo viaggio che è allo stesso tempo una ricerca del passato, con un grave torto da sanare, e l’esplorazione di un luogo misterioso e magico, una foresta immersa dalla nebbia. “Abbiamo cominciato a pensare a questo sequel – racconta la regista Jennifer Lee – perché le protagoniste sono affascinanti e c’era ancora tanto da dire per rispondere sulle origini dei poteri magici di Elsa. Abbiamo cercato di essere fedeli a quello che avevamo raccontato, ma i nostri personaggi ci hanno sorpreso per quanto lontano potevano andare. Ci siamo concentrati sulle emozioni e sulla musica, abbiamo raccolto la squadra e abbiamo cercato di lavorare nello stesso modo”.

“Quasi tutti quelli coinvolti in questo progetto hanno figli pronti per andare al college – ha raccontato il produttore Peter Del Vecho – abbiamo visto le nostre Elsa e Anna come ragazze pronte ad lasciare il nido, c’è molto di fronte a loro”. E se Anna ha l’impressione di aver trovato un equilibrio perfetto: l’amicizia del pupazzo Olaf, l’amore per il boscaiolo Kristoff (che lotta con la sua goffaggine per farle la proposta di matrimonio) e l’indissolubile legame con la sorella, per Elsa l’inquietudine è ancora un sentimento con cui deve fare i conti. Quando comincia a sentire una voce che la chiama dalla foresta, la regina di Arendelle non può fare a meno di seguirla, portandosi dietro i suoi compagni di viaggio. Nella foresta il gruppo di Arendelle scoprirà un mondo rimasto bloccato a più di trent’anni prima, quando il loro padre era un giovane principe e sul trono governava il nonno. Lì in un eterno scontro senza vinti né vincitori, le forze magiche della natura hanno tenuto intrappolati il popolo dei Northuldra e anche l’esercito di Arendelle guidato dal luogotenente Elias, fedele al nonno di Elsa e Anna. 

“Non è un segreto che l’animazione sia il mio mezzo preferito perché ti permette di uscire dal tuo mondo e dal di fuori rifetterci su – dice Jennifer Lee – è stata un’idea di Chris fin dal primo film che l’amore raccontato non fosse quello romantico ma familiare. Come donne ci troviamo spesso a risolvere situazioni difficili e mi piaceva che ci fossero due donne a capo di un regno, che incarnassero questa grande responsabilità. Come Cenerentola, una che non molla e persevera, ha ispirato me da ragazzina in un determinato periodo della mia vita, così mi emoziona pensare che Elsa e Anna possano farlo per altre generazioni di ragazzi. E se questo film si concentra su eroine femminili, non dobbiamo dimenticare che tutti gli uomini di questa saga (a eccezione del principe Hans) sono personaggi eroici e sanno sostenere le loro donne, essere di supporto e aiuto per loro non è certo una diminuzione”. Sulla petizione che sul web si era diffusa per far sì che Elsa avesse in questo secondo capitolo una fidanzata, Jennifer Lee è stata categorica: “Per noi Elsa era ancora alla ricerca della sua identità, non era pronta per una relazione. Sta ancora scoprendo da dove viene questo grande potere dentro di lei, il focus del suo rapporto rimane quello con sua sorella Anna”. 

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Rispetto al primo capitolo Frozen II allarga il tema dell’amore che sconfigge la paura ad altre questioni che il film abbraccia senza “far la lezione”: la questione ambientale con le forze della natura che si ribellano a un intervento dell’uomo che non va a migliorare ma a peggiorare le condizioni e quella dei popoli nativi e il loro rapporto con il territorio e gli spiriti di acqua, fuoco, terra e aria. “Non è nostra intenzione dire al pubblico cosa pensare, o fare prediche – dice Chris Buck – ma come Elsa ha un forte legame con la natura crediamo, che ogni uomo dovrebbe cercare di essere connesso con questo”. “Siamo convinti che la natura sia un personaggio centrale della storia – dice il produttore – abbiamo chiesto al nostro team di animatori e curatori degli effetti speciali di realizzare un cavallo d’acqua che potesse essere fuori e dentro il mare”. “Ogni volta andavamo da Peter e chiedevamo: possiamo realizzare lo spirito del vento? Lo spirito dell’acqua? Dei giganti di pietra? Lo spirito del fuoco? – racconta Lee – Non ci ha mai detto no”.

Ancora non è arrivato in sala e tutti si interrogano se questo secondo capitolo abbia aperto la porta a una trilogia. Jennifer Lee, da un anno e mezzo anche a capo della Walt Disney Animation, vorrebbe congedarsi da questa storia “con l’immagine felice di queste due sorelle” mentre Chris Buck lascia uno spiraglio alla speranza dei fan: “Ci sentiamo come alla fine di un triathlon quando non vuoi far altro che arrivare, collassare e magari andare in vacanza. La scorsa volta ci è voluto un anno per riprenderci e ricominciare a pensare ai nostri personaggi. Per cui vi consiglio di chiedercelo tra un anno”.