G20 delle maggiori economie del mondo in programma a Roma dal 30 al 31 ottobre

G20 delle maggiori economie del mondo in programma a Roma dal 30 al 31 ottobre

Ottobre 7, 2021 Off Di Redazione

È in programma a Roma nei giorni del 30 e 31 ottobre il G20 che coinvolge i principali delle maggiori economie del mondo. Un tavolo di discussione per avviare un cammino di ripresa e crescita economica e socio-culturale dopo la nefasta ondata pandemica che si è imposta a livello planetario con conseguenze critiche sul cammino dell’umanità.

People, planet, prosperity” sono i punti fondamentali del programma delle attività in cui vengono messi in risalto elementi aggreganti e presupposti essenziali da cui ripartire per il benessere, la prosperità e la salubrità del pianeta. Il triste epilogo degli impegni sanciti con il protocollo di Kyoto, al fine di limitare il surriscaldamento globale del pianeta, impone una forte presa di coscienza in vista di nuove sfide miranti alla cura del pianeta con il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. I cambiamenti climatici, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze saranno pertanto i nuclei fondanti su cui si articoleranno le principali iniziative da intraprendere. Papa Francesco, particolarmente sensibile alle tematiche ambientali e alla “custodia del Creato”, come evidenziato nell’Enciclica Laudato si’, nel messaggio al G20 delle religioni, svoltosi a Bologna dal 12 al 14 settembre, ha suggerito di aggiungere la quarta “p” al programma dei lavori: “peace”, pace. La proposta nasce dall’esigenza di consolidare quel sentimento di fratellanza, come chiariti nell’Enciclica “Fratelli tutti”, per la costruzione di un piano comune di pace, solidarietà e benessere condiviso e sostenibile. «Pace – aggiunge il pontefice – è una parola chiave nell’attuale scenario internazionale. Una parola di fronte alla quale non possiamo essere indifferenti o neutrali». L’invito, come si legge nel messaggio, è quello di uno «“Ius pacis”, come diritto di tutti a comporre conflitti senza violenze». Tale visione deve essere sorretta da un’architettura che deve coinvolgere le varie figure sociali per un’economia solidale e sostenibile nella prospettiva di prosperoso cambiamento.

Mario Baldassarre