GIORNATA MONDIALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI – 16 MAGGIO 2021 – “VIENI E VEDl” (Gv 1,46)

GIORNATA MONDIALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI – 16 MAGGIO 2021 – “VIENI E VEDl” (Gv 1,46)

Maggio 15, 2021 Off Di Tiziana Urciuoli

Centro Studi Cinematografici – Avellino

I film indicati dalla Cei per illustrare il tema “DITTATURA LAST MINUTE”

Regia di Antonio Pisu, 2020 | Piattaforma Vati-Vision. “IL «VIENI E VEDI» è il metodo più semplice per conoscere una realtà. È la verifica più onesta di ogni annuncio, perché per conoscere bisogna incontrare, permettere che colui che ho di fronte mi parli, lasciare che la sua testimonianza mi raggiunga. Anche il giornalismo, come racconto della realtà, richiede la capacità di andare laddove nessuno va: un muoversi e un desiderio di vedere. Una curiosità, un’apertura, una passione” (Francesco, Messaggio per la 55a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, 2021). «VIENI E VEDI».

Dal Vangelo di san Giovanni papa Francesco prende le mosse per riproporre quello che fu l’invito di Gesù a coloro che intendevano conoscerlo. In questo senso il Papa ricorda come ogni forma di conoscenza autentica della realtà, e dunque una conseguente narrazione di essa che sia fedele e verace, non può eludere dal mettersi in movimento per toccare con mano, guardare e prendere coscienza, delle diverse situazioni storiche e culturali che attraversano la società. In queste due semplici ma prolifiche parole risiede la garanzia di un atteggiamento onesto e partecipativo davanti alle notizie, ai fatti, ai racconti del reale. Mettersi in movimento, “consumare le suole delle scarpe”, come scrive Francesco nel Messaggio, per vedere e ascoltare l’uomo e il suo universo interiore ed esteriore: un invito quasi polveroso per una società assuefatta dal virtuale ma che, se riscoperto, può essere nuovamente e ancor di più generativo di una comunicazione aderente alle persone e alle loro storie. «Vieni e vedi» rimane il punto di partenza, soprattutto per il cuore dei giovani, da cui far cominciare ogni autentico percorso di maturazione e di approfondimento del mondo circostante, capace di aprire a concreti e stimolanti percorsi di maturazione e di crescita spirituale, umana e culturale. “Mettersi in movimento, andare a vedere, stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni della realtà, che sempre ci sorprenderà in qualche suo aspetto”.

Le parole di papa Francesco sembrano tratteggiare perfettamente la linea del racconto del film Est. Dittatura last minute di Antonio Pisu, opera presentata alla 77a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, nella sezione autonoma Giornate degli Autori, e dal 2021 sulla piattaforma VatiVision. Muovendosi lungo il binario della commedia e del dramma sociale, Est. Dittatura last minute ci consegna un ritratto di giovani in cammino chiamati a fare esperienza di sofferenze e privazioni, scoprendo il valore della solidarietà e del riscatto. Prendendo le mosse da una storia vera, dal libro-diario di bordo Addio Ceaușescu di Andrea Riceputi e Maurizio Paganelli, il film ci propone il viaggio on the road nella stagione finale della dittatura di Nicolae Ceaușescu in Romania. La storia: Rice (Lodo Guenzi), Pago (Matteo Gatta) e Bibi (Jacopo Costantini) sono amici e vogliono fare un viaggio indimenticabile, di quelli che rimangono custoditi nella memoria degli anni verdi.

Cercano una destinazione che abbia il sapore dell’avventura. Lasciano così la loro Cesena per l’Europa dell’Est, facendo tappa prima in Ungheria e poi direttamente in Romania, a Bucarest. Lungo il viaggio, complice un incontro inaspettato, qualcosa cambia. Lo spirito di giocosa incoscienza lascia il posto a un bagno di realismo, al prendere atto delle sofferenze inflitte dalla dittatura… Nel film del regista Pisu il volto della Romania è dolente, stremato da un regime alle ultime battute; tutto genera emozione e commozione, dal semplice sorriso di una bambina che scarta una tavoletta di cioccolato alla gioia di una donna che accarezza abiti nuovi.

Quello che sulle prime appare come un passaggio di gioventù teso a mordere la vita, in una cultura marcata dal disimpegno, si trasforma in un toccante cammino di crescita, l’ingresso deciso nell’età adulta con la scoperta dell’“altro”, del prossimo. Con umorismo garbato, l’autore ci consegna la fotografia di una dittatura nel cuore dell’Europa, mostrando da un lato frammenti di sofferenza diffusa dall’altro tutta la dignità di un popolo pronto a non rinunciare alla propria terra, alla propria identità, a un sogno di libertà. Il punto di vista narrativo è quello di giovani ventenni che perdono l’incanto di gioventù a favore di un realismo consapevole marcato comunque da speranza; un passaggio di consegne dall’“Io” edonistico al “Noi” solidale.

Dal punto di vista pastorale il film Est. Dittatura last minute è stato valutato dalla Commissione nazionale valutazione film CEI come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.