Il coraggio di cambiare, la forza di lavorare
Febbraio 6, 2026
Solofra è sempre stata una città di lavoratori.
Una città che ha costruito la propria identità sul sacrificio, sulla competenza e sulla voglia di fare. È così che Solofra si è affermata nel mondo, ed è da qui che dobbiamo ripartire.
Aiutare chi è in difficoltà è un dovere morale e sociale: nessuno deve essere lasciato indietro. Ma la vera solidarietà non è assistenzialismo. Aiutare significa creare le condizioni per rialzarsi, non abituare le persone a restare ferme. La dignità passa dal lavoro, non dalla dipendenza.
Oggi, purtroppo, si parla troppo di assistenza e troppo poco di lavoro, di sviluppo e di futuro. Così si spegne la voglia di mettersi in gioco, soprattutto nei giovani, nelle persone competenti, in chi ha idee e vuole investire su questa città. Senza opportunità concrete, Solofra rischia di perdere energie preziose e di rassegnarsi al presente.
Un’amministrazione seria deve sostenere chi ha bisogno, ma allo stesso tempo deve creare lavoro, attrarre investimenti, valorizzare le imprese e sostenere chi produce. Deve costruire opportunità reali, non illusioni temporanee.
Solofra ha ancora una grande forza: le sue persone. Donne e uomini seri, capaci, pronti a fare la propria parte se messi nelle condizioni giuste. Serve una politica che torni a credere nel lavoro come motore di crescita, che abbia una visione chiara e il coraggio di guardare avanti.
È questa la Solofra in cui credo: una città che aiuta chi è in difficoltà, ma che soprattutto crea futuro.
Perché senza lavoro, senza sviluppo e senza visione, Solofra rischia di sedersi definitivamente.
Antonello D’Urso


