IL NUOVO AVELLINO IN MANO A PERINETTI

IL NUOVO AVELLINO IN MANO A PERINETTI

Giugno 8, 2023 Off Di Antonio Mondo

Composto con Giorgio Perinetti e il suo entourage il nuovo puzzle dello staff tecnico che dovrà procedere alla vendita di giocatori in esubero ( sono 29 in organico ) e provvedere all’ingaggio di nuovi profili per rendere vincente il progetto D’Agostino.

Il nuovo operatore di mercato, appunto Perinetti, avrà un contratto triennale, insieme ai suoi collaboratori: Pierfrancesco Strano, direttore sportivo e Andrea Mussi allo scouting. Per quest’ultimo esiste però una riserva perchè pare orientato ad assumere l’incarico di direttore sportivo del Trapani, dopo che il presidente Valerio Antonini, promosso dalla serie D siciliana, è intenzionato a costruire uno squadrone per contrastare le avversarie nel girone meridionale della serie semiprò. C’è comunque alle spalle l’opzione Condò per l’Avellino, che non sarebbe un ripiego, fermo restando le sue esperienze positive a Vibo Valentia e Cosenza, con le scoperte di alcuni giocatori di spessore come Partipilo, Frattali e i nostri Plescia e Bernadotto.

I nuovi tecnici dovranno subito cancellare i danni procurati da De Vito lo scorso anno, affetto da un ostentato ecocentrismo e tanta supponenza che si sono poi rivelati realismo brutale. Ora si porta appresso le cicatrici profonde, per i suoi confini sportivi, per aver mandato via giocatori come Adamo, ora al Cesena di Mimmo Toscano che ora lotta per la serie B, Aloi mandato via, a gennaio, a Pescara, con la collaborazione di Rastelli e oggi disputa la finale proprio col Cesena per la serie cadetta.

Il punto interrogativo con i nuovi dirigenti resta Rastelli, la sua conferma è al centro della discussione con la propietà. Rastelli è oggi l’espressione più bella del concetto “ vivere di rendita “

Non ne ha indovinata una nel campionato scorso. Da cinque anni a questa parte larga frangia della tifoseria lo aspettava come il figliuol prodigo. Le sue dote sono note, la sua competenza non si discute ma sta di fatto che ha fallito su tutto il fronte. Se per la società può essere tollerabile, per l’Avellino, dopo due vittorie nei campionati passati e gli anni vissuti splendidamente nelle serie B e A, è eretico.

Un disastro, ora è crucifisso e demolito, anche se c’è qualcuno che dice che è colpa di altri.

Ma la sua resilienza furbina, si autoproclama vittima e chiagnefuttismo. Ogni sua conferenza stampa è un capolavoro monotonale di vittimismo, assumendo la condizione di “ perdente intoccabile “ per il contratto favoloso che ha strappato. Tutti sono in discussione ma lui no, perchè è ancora capace di sciorinare alibi debolucci ( infortuni, squadra già fatta, il brutto tempo delle gare invernali, il terreno sintetico del Partenio, ecc. )

Non crediamo alle solite battute “attaccamento alla maglia e alla società”. Sarebbe più realistico dire attaccamento ai soldi, visto come si è premunito nel contratto.

Certamente non saremo noi a decidere della sorte dell’allenatore ma esprimiamo la nostra dissidenza per la riconferma.