La gioia dell’amore di Dio è il perdono

La gioia dell’amore di Dio è il perdono

Marzo 27, 2022 Off Di Redazione

In questo deserto di prove che a chiare lettere simboleggia il cammino terreno della natura umana, la Quaresima scorre accompagnandoci alla Pasqua di risurrezione. Sono vive le immagini di una guerra livida che getta tremori sulle sorti dell’umanità, facendo scongiurare i tragici effetti di un conflitto che potrebbe diventare mondiale. Le città ucraine, devastate dall’efferatezza della guerra, sono seminate di macerie, contornate da un vento ruvido di morte che semina paura. Ogni conflitto si alimenta con spietate punte di orgoglio di chi punta i piedi intestardito contro ogni forma di mediazione. La storia di vincitori e vinti si scrive con il sangue degli innocenti.

La crisi pandemica, tuttavia, si alterna fra rallentamenti e riprese, con l’insorgere di nuove varianti virali meno gravi verso lo stato di salute, ma non per questo meno preoccupanti. Il corpo e lo spirito, in questo tempo di profonde tribolazioni, sono messi a dura prova con livelli sempre crescenti di inquietudine. Il cammino quaresimale, pur nella prova, si apre alla risurrezione del figlio di Dio immolatosi per redimere l’umanità segnata dalla piaga del peccato. Un cammino di speranza e guarigione calato come luce su ogni tempo buio della storia. La quarta domenica di Quaresima richiama alla misericordia di Dio, Padre amorevole e paziente che mai si stanca di accogliere le sorti di un animo contrito per preparare orizzonti di gioia. Gesù nelle sue predicazioni invita con forza alla conversione, ad avere fiducia, ad aprire le porte del cuore all’amore di Dio e alla riconciliazione per accogliere il perdono.

Papa Francesco, nell’atto di consacrazione dell’umanità e in particolare di Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria, pone l’attenzione sull’importanza della riconciliazione per non essere sopraffatti dalla paura che si acuisce con il peccato. «Tu, sorella, fratello, – annuncia il Pontefice nella toccante omelia – se i tuoi peccati ti spaventano, se il tuo passato ti inquieta, se le tue ferite non si rimarginano, se le continue cadute ti demoralizzano e ti sembra di aver smarrito la speranza, per favore, non temere. Dio è più grande dei nostri peccati: è molto più grande! Una cosa ti chiede: le tue fragilità, le tue miserie, non tenerle dentro di te; portale a Lui, deponile in Lui, e da motivi di desolazione diventeranno opportunità di risurrezione. Non temere!»

Spesso, con ostinazione, presunzione e smodato orgoglio ci affidiamo alle labili e materiali certezze. Questi sentimenti alimentano la presunzione nel voler e saper fare da sé, con la conseguente perdita di certezze e l’insorgenza della paura.

La parabola evangelica del figliuol prodigo ci presenta la più bella testimonianza della misericordia di un Padre paziente che non condanna nessuno, perché l’amore è sempre più grande del nostro peccato. Ogni volta che ritorniamo a Lui, con umiltà e pentimento, ci accoglie festante con gioia e amore. L’umana fragilità, spesso fa arricciare il naso, dinanzi al figlio penitente che torna dopo aver condotto una vita peccaminosa e dissoluta, decantando gli elogi verso il figlio fedele ed obbediente. Gesù, svuotandosi della natura divina per assumere la condizione di servo (Fil 2, 6-7), ci invita ad essere misericordiosi come il Padre. Quante volte il rancore ci spinge ad essere giudici inflessibili nel condannare con forza gli sbagli: si alimentano, così, le tristi fonti del rancore, senza uscire dalla spirale del male. Il perdono ha un’azione salvifica perché libera il cuore dal male facendovi scendere la gioia: chiara testimonianza di una vita abitata dall’amore di Dio.

Gesù è venuto ad annunciare che la vita non è irrimediabilmente segnata dal peccato e che la gioia dell’amore dei Dio è il perdono. Lui è padre: ci aspetta sempre!

Mario Baldassarre