La solennità del Corpus Domini: fondamento della Chiesa in cammino

La solennità del Corpus Domini: fondamento della Chiesa in cammino

Giugno 6, 2021 Off Di Redazione

In questa decima domenica del tempo ordinario la liturgia cristiana celebra la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, comunemente nota con l’espressione latina Corpus Domini. L’evento viene celebrato il giovedì successivo alla Santissima Trinità, ma in alcuni paesi, tra i quali l’Italia, la domenica successiva. Il Corpus Domini richiama l’istituzione della Santissima Eucarestia rievocata nella liturgia della Messa nella Cena del Signore (Messa in Coena Domini) del Giovedì Santo, anche se sono da rilevare aspetti significativi che ne mostrano l’importanza nel cammino di fede e di vita cristiana.

Il Vangelo secondo Marco, della domenica, rievoca la “transustanziazione”, ovvero la conversione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo che grazie alla effusione dello Spirito Santo si realizza durante la celebrazione eucaristica all’atto della consacrazione. “«Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti.  In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio»” (Mc 14, 22-25). Gesù, prima di lasciare la natura umana, immolandosi per la salvezza e la redenzione della stessa, offre un immenso dono d’amore, promettendo di rimanere con noi fino alla fine del mondo. L’incarnazione divina del Verbo si rinnova per nutrire l’anima, che si apre all’eternità nella luce e nell’amore di Dio, trasfigurando il peccato che, accarezzato dal velluto della divina misericordia, viene purificato.

Il Corpus Domini ci permette di celebrare in maniera autentica il senso della vita cristiana: camminare con Cristo e al tempo stesso verso Cristo. Gesù è sicuro compagno di viaggio nel nostro cammino sotto il peso delle pesanti croci della vita e, al tempo stesso, meta affinché queste croci possano fiorire di speranza ed immenso bene.

In questa solennità, al riguardo, le porte delle chiese si aprono ad una processione di adorazione della Santissima Eucarestia, dando significatività ad un cammino che diventa abbraccio di amore e di salvezza.

In questo momento così difficile per le sorti dell’umanità, segnata dagli strascichi della pandemia da Covid-19, questo rito così solenne non si perpetuerà nelle forme e nei modi tradizionali, ma acquista, purtuttavia, un senso molto più profondo e suggestivo che possiamo sempre leggere alla luce della Parola. Il risorto cammina accanto ai discepoli di Emmaus, «ma i loro occhi erano impossibilitati a vederlo» (Lc 24, 16). Gesù era con loro, come promesso non li aveva abbandonati. Allo stesso modo l’invito rassicurante di Gesù ai discepoli che nel vederlo camminare sulle acque pensano sia un fantasma: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!» (Mt 14, 27). Nelle difficoltà non possiamo essere pervasi da un senso di abbandono ma, come ripeteva il Santo Padre Giovanni Paolo II, dobbiamo “aprire le porte a Cristo”, facendolo scendere nelle nostre vite. L’umana fragilità ci rende come i discepoli di Emmaus in cammino: il risorto cammina accanto a noi sotto le vesti dei sofferenti, degli ultimi, dei fratelli a cui dare sostegno e benedicente speranza. Si tratta di un momento molto significativo da coltivare con devozione. “Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla” è il richiamo di Papa Francesco, che così invita a vincere le tentazioni del narcisismo, del vittimismo e del pessimismo.

Mario Baldassarre