L’amore matura lungo le vie accidentate della vita

L’amore matura lungo le vie accidentate della vita

Agosto 14, 2022 Off Di Redazione

«Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma la divisione.» (Lc 12, 51). In questo tempo ancora difficile per il destino del mondo, segnato da conflittualità di ogni genere, queste parole fanno eco come i tuoni che si rincorrono nelle giornate di fine estate. E se pensiamo alle conseguenze che gli eventi meteorologici hanno causato, la cosa accentua il livello di preoccupazione, di per sé, crescente. Le cronache, in particolare in Irpinia e in altre aree meridionali, evidenziano i danni pedologici e paesaggistici dovuti alla forte piovosità; per contro, nelle aree settentrionali, i lungi periodi di siccità sono causa del prosciugamento di importanti corsi d’acqua, con la compromissione di numerose produzioni agricole. La corsa elettorale, verso le elezioni politiche di settembre, è stata anticipata da numerose polemiche, che a tanti non hanno dato “pace” e sono sopravvenute altrettante “divisioni”, tant’è vero che in questi giorni sono stati presentati oltre cinquanta simboli elettorali.

Nelle vicende quotidiane, come si vede, le fratture sono continue e non fanno prefigurare nulla di bello, accostando problemi a preoccupazioni ridondanti. Le logiche mondane, dominate dall’arrivismo, antepongono il profitto e la logica del vantaggio, generando perduranti forme di dissidio: il male s’incunea nelle fibre sfrangiate dell’esistenza, causando dolore e immoralità.

Il messaggio di Gesù va in controtendenza a questa logica, ecco perché genera divisioni: sono situazioni che fanno nascere nuovi presupposti, distaccandosi da una condizione di dolore e aprirsi ai nuovi orizzonti dell’amore. Gesù è la pace, ma non quella della logica umana, che bada a se stessa incurante del prossimo e di quelli che vivono condizioni critiche; non è quella pace che s’insegue anteponendo l’’Io” a “Dio”. «Invece di convertire il mondo a Cristo – sosteneva Paolo VI –, molti cristiani hanno convertito se stessi al mondo.» Contro questa logica, difficile da scardinare, s’inserisce il messaggio di Gesù fondato su amore e carità: condizioni che costano sacrificio, dolore, sono causa di persecuzione e dissidi, talvolta, persino nei più cari ambienti familiari. Predicare il Vangelo, contrastando le peccaminose passioni umane, è difficile, faticoso, ma è fonte di salvezza eterna.

Assistiamo con spregevole insistenza a coloro che, mancando della fede, non concepiscono, si meravigliano o scandalizzano di chi vive la cristianità; talvolta, dinanzi a gesti caritatevoli e di generosità, sorridono con spocchia o si sforzano cercando di invalidare o impedire questi comportamenti. Questi segni conclamano la forza del male e testimoniano che il bene, l’amore percorrono vie accidentate e sono causa di dolore. Gesù ha sfidato e vinto questo dolore col sacrificio della croce, donandoci la paterna misericordia, che guarisce ogni peccato.

«Sono venuto a portare il fuoco sulla terra» (Lc 12, 49), dice Gesù: quel fuoco vivo che è l’amore sceso sull’umanità sotto la luce dello Spirito Santo. Il Signore non si lascia toccare, ma viene ad abitare i cuori inebriandoli di luce, pace e serenità, anche quando le vicende umane appaiono critiche ed insostenibili: la carezza paterna è cura.

I messaggi di Gesù, venuto per servire e salvare, se visti con la logica del mondo appaiono duri, ma se letti con la purezza del cuore e gli occhi della fede evidenziano la sorprendente tenerezza di Dio. Quella tenerezza che san Massimiliano Kolbe, martire dell’amore, testimoniò con gioia fino al martirio nel campo di concentramento di Auschwitz, offrendo la sua vita per salvare un padre di famiglia. Al suo uccisore disse: «Lei non ha capito nulla della vita… l’odio non serve a niente… Solo l’amore crea!» Porgendo il braccio per l’iniezione letale, pronunciò: «Ave Maria».

Mario Baldassarre