L’amore testimonia che la pace non è un’utopia
Gennaio 6, 2026
L’anno nuovo ha portato alla ribalta vecchi mali e ripetute contraddizioni.
La lieta notizia del Natale, con in serbo buoni e prosperi auspici, con il procedere dei primi giorni dell’anno ha riacutizzato vecchie ferite per le quali, purtroppo, ancora non c’è cura e, di tanto in tanto, la recrudescenza desta l’animo dal torpore. La “terza guerra mondiale a pezzi”, tanto discussa da papa Francesco, è un problema ricorrente che in maniera strisciante occupa la scena del nostro tempo destando non poche preoccupazioni.
Occorre fare i conti con questa realtà per capire come muoversi in maniera responsabile e garantire un’azione efficace e concreta come comunità cristiana. Papa Leone XIV nel messaggio per la LIX giornata mondiale della pace invita ad ispirarsi al saluto di Cristo risorti: «La pace sia con voi». «Se volete attirare gli altri alla pace, abbiatela voi per primi; siate voi anzitutto saldi nella pace.
Per infiammarne gli altri dovete averne voi, all’interno, il lume acceso», questo messaggio di Sant’Agostino, richiamato dal Santo Padre è la sintesi più chiara per vivere, custodire e testimoniare la pace. Spesso si profila un senso di rassegnazione, visto il continuo vortice di violenza sostenuto da ragioni economiche di dominio, sociali e, in alcuni casi, religiose.
Dinanzi a queste forme fatalistiche bisogna tenere sempre accesa la speranza, alimentata dalla volontà di concorrere alla costruzione di una società consapevole, responsabile e sensibile alle tematiche della pace, con azioni da calare in ogni ambito: individuale, familiare, sociale, fino a garantire un efficace dialogo interreligioso per riscoprire il senso della partecipazione e della relazione con gli altri. Fiducia e speranza sono principi per testimoniare che “la pace non è un’utopia”, come discusso nel convegno promosso da Pax Christi di Avellino nella Chiesa di San Marco Evangelista di Manocalzati il 4 gennaio. L’evento, maturato dalla volontà di don Gerardo Capaldo, ha visto la partecipazione del prof. Filippo Doria, già docente di Paleografia e Diplomazia all’Università di Napoli Federico II, Gerardo Salvatore, presidente FAP-ACLI, Alfredo Cucciniello, presidente provinciale ACLI. I relatori hanno riconosciuto lo spirito di partecipazione, l’incontro, il dialogo e la riconciliazione tra i popoli, la giustizia sociale e la difesa dei diritti umani le azioni indispensabili per l’educazione alla pace e alla legalità.
Significativi sono stati i riferimenti all’enciclica Pacem in terris di papa Giovanni XXIII, volta a cercare soluzioni diplomatiche fondate su rispetto reciproco, solidarietà e dialogo. È stato, inoltre sottolineato il contributo del Venerabile Giorgio La Pira che considerava la pace valore centrale dell’impegno politico e cristiano frutto della giustizia, del dialogo e della fraternità tra i popoli.
L’Epifania, nel rivelare la luce di Cristo per il mondo, salvezza per tutti, offre un messaggio di pace e speranza che travalica i limiti e le incerte logiche umane, rivelando l’universalità dell’amore quale fonte di guarigione. I magi vennero a rivelare che l’amore vince su ogni cosa: sui despoti (Erode lo era), sulle difficoltà e lo scoraggiamento (lungo la strada avevano incontrato numerosi impedimenti), sui mutamenti delle condizioni con lo scorrer del tempo (rimasero a lungo in cammino).
Eppure, proseguirono oltre ogni logica e ogni previsione, pur mancando la condivisione di una reciproca conoscenza. Notti insonni furono le loro, per vincere le inside del nemico che tentava di insinuarsi nell’anima, offrendo soluzioni di comodità, mutando la stanchezza in sollievo. Il grimaldello dell’amore ha scardinato le porte dell’effimero per garantire la bellezza di un piano di salvezza. La salvezza non è merce a buon mercato, costa sacrificio, privazione e si misura sulla forma della perseveranza che garantisce la bontà dei risultati. I magi, seppur con storie e culture diverse, si lasciarono guidare dalla luce di Cristo.
Quel cammino ci consegna la vera ricetta per garantire la pace e la prosperità tra i popoli, superando i confini delle diverse culture e religioni, fino a orientare il cuore e lo sguardo alla luce dell’amore fraterno.


