L’arte di Daniele Sigalot diventa musica: esce l’album “La Gravità del Superfluo”

L’arte di Daniele Sigalot diventa musica: esce l’album “La Gravità del Superfluo”

Settembre 8, 2026 Off Di Redazione

Le undici tracce composte da Stefano Proietti per il documentario sull’artista sono ora disponibili su tutte le piattaforme digitali

La poetica, l’ironia e le contraddizioni dell’artista contemporaneo Daniele Sigalot trovano una nuova forma espressiva nelle note. Nasce così l’album La Gravità del Superfluo, colonna sonora originale dell’omonimo documentario, composta interamente da Stefano Proietti e pubblicata dall’etichetta indipendente FM Records.

Nata per accompagnare il racconto visivo del film, la musica si affranca dalle immagini per diventare un progetto discografico autonomo, ora disponibile su Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube Music, Deezer e Tidal.

Un viaggio sonoro tra sinfonico ed elettronica

L’album si snoda attraverso undici tracce originali che traducono in linguaggio musicale il percorso concettuale di Sigalot:

  • Struttura ed eclettismo: Un’apertura sinfonica i cui temi ritornano e si scompongono in composizioni per pianoforte solo, contaminazioni elettroniche, chitarre, basso e batteria.
  • L’autore: Le musiche sono firmate da Stefano Proietti, pianista e compositore diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “Santa Cecilia” e con una solida esperienza nell’audiovisivo.

Un sodalizio tra arte, tv e musica

Il progetto nasce dal connubio tra diverse sensibilità artistiche:

  • Direzione e Regia: L’intuizione del direttore artistico Walter Garibaldi di raccontare l’arte contemporanea fuori dagli schemi polverosi, avvalendosi della regia di Simone Manzi.
  • Produzione e Distribuzione: Il documentario, prodotto da Kluck Studio, trova ora una cassa di risonanza discografica grazie a FM Records (guidata da Alessandro Pinnelli), realtà specializzata nella valorizzazione di colonne sonore e progetti d’autore.

Con la pubblicazione del disco, la conversazione attorno all’opera di Sigalot prosegue oltre lo schermo, dimostrando la presenza di un pubblico sempre più attento ai linguaggi della sperimentazione contemporanea.