L’Associazione dei Cavalieri di San Giorgio in Carinzia ha onorato la solennità del Santo martire

L’Associazione dei Cavalieri di San Giorgio in Carinzia ha onorato la solennità del Santo martire

Aprile 26, 2026 Off Di Mario Baldassarre

In occasione della solennità di San Giorgio Martire, giovedì 23 aprile, la sala “Marcello Torre” del Palazzo Sant’Agostino di Salerno ha ospitato il convegno dal titolo “San Giorgio martire e cavaliere di Cristo”, un appuntamento di grande rilievo culturale e spirituale.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione dei Cavalieri di San Giorgio in Carinzia e patrocinata dalla Provincia di Salerno, è stata resa possibile anche grazie all’impegno e all’interesse del presidente facente funzione, dottor Giovanni Guzzo. L’evento ha brillantemente coniugato approfondimento storico e riflessione spirituale, offrendo ai partecipanti un’occasione di confronto su una figura centrale della tradizione cristiana.

A coordinare i lavori è stato Nunziante de Maio, presidente dell’Associazione dei Cavalieri di San Giorgio in Carinzia, che ha aperto il convegno con un intervento introduttivo dedicato al culto e alla venerazione di San Giorgio. Nel suo discorso, De Maio ha sottolineato la forza simbolica della figura del Santo, soffermandosi in particolare sull’immagine della lotta contro il drago, interpretata come metafora della vittoria del bene sul male e della fede cristiana sul paganesimo.

Il convegno si è distinto per la chiarezza degli interventi e per la capacità di approfondire il significato storico e spirituale della figura di San Giorgio, offrendo al pubblico una chiave di lettura attuale e significativa del suo messaggio.

Don Roberto Piemonte, vicario episcopale alla Pastorale dell’Arcidiocesi di Salerno, nella relazione “Il combattimento spirituale”, ha posto l’attenzione sulla figura di San Giorgio reinterpretata come simbolo del combattimento spirituale. La fede non è qualcosa di statico o rassicurante, né un semplice conforto psicologico, ma una sfida, un rischio, un percorso che richiede impegno, coraggio e crescita personale. La fede cristiana rappresenta, quindi, un percorso attivo e impegnativo, un combattimento spirituale che coinvolge tutta la persona e che, attraverso le difficoltà, conduce a una vera esperienza di Dio e alla costruzione della comunità.

Particolarmente interessante dal punto di vista storico-religioso è stata la relazione del professore Ciro Romano, Magnifico Rettore dell’Università “Montemurro – D’Ippolito” e socio dei Cavalieri di San Giorgio in Carinzia, “La devozione a San Giorgio, storia di una tradizione religiosa”. È stata analizzata la straordinaria diffusione del culto di San Giorgio nel mondo quale testimonianza della forza universale del suo messaggio quantomai attuale e di pregnante importanza per le giovani generazioni in un momento di profonda secolarizzazione. «Essere devoti a San Giorgio – ha concluso il professore Romano – significa allora raccogliere questa eredità e tradurla nella vita quotidiana: diventare testimoni credibili, capaci di affrontare le sfide del presente con la stessa forza e coerenza di chi, secoli fa, ha scelto di non piegarsi, ma di credere fino in fondo».

Il momento celebrativo di così profondo interesse spirituale e storico-religioso si è concluso con la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi Salerno-Campagna Acerno, S. E. Mons. Alfonso Raimo, nella Rettoria di San Giorgio. La chiesa, tra le più belle della città di Salerno, in stile barocco, si fregia delle opere realizzate dai grandi pittori campani del XVII e XVIII sec. con gli affreschi e le tele del maestro Angelo Solimena e di suo figlio Francesco. Il presule nell’intensa omelia ha inteso focalizzare l’attenzione sull’attualizzazione del combattimento spirituale di San Giorgio nella lotta contro il drago che si cela sotto l’indifferenza religiosa, il relativismo morale, la paura del giudizio, l’egoismo, la divisione, la mediocrità spirituale. Ognuno, quindi, nella quotidianità è chiamato ad affrontare il proprio combattimento con rettitudine, restando fedele ai principi evangelici. «Riflettere su San Giorgio – ha proseguito il vescovo nell’omelia – non è un esercizio sul passato, ma una provocazione per il presente».

La celebrazione della festività di San Giorgio, solennemente officiata attraverso il pregevole evento promosso dall’omonima associazione cavalleresca salernitana, ha rappresentato un significativo momento di arricchimento culturale e spirituale in questo particolare momento storico segnato da profonde divisioni e da un’aridità culturale e valoriale che si riflette in manera evidente nel tessuto sociale.