
Le sfide educative nell’era digitale alla luce dell’esempio dei santi Anna e Gioacchino
Luglio 26, 2026
La festività dei santi Anna e Gioacchino, nell’era digitale fatta di cambiamenti e nuove sfide che l’umanità si appresta ad affrontare, offre una nuova lettura circa l’importanza del ruolo educativo e formativo della famiglia.
Il progresso tecnologico, in larga parte alimentato attraverso algoritmi digitali e le risorse dell’Intelligenza Artificiale, va ad imporsi su linee di pensiero che dovrebbero poi pianificare percorsi e realizzare processi. Ben diversa, invece, è stata l’era della meccanizzazione mirante ad aumentare la produttività senza intervenire su processi mentali e decisionali. La rivoluzione digitale in atto necessita, pertanto, in ambito familiare e sociale di nuovi stili educativi per evitare che i rischi reali di manipolazione, informazioni distorte, contenuti espressamente dannosi possano generare danni con irreversibili conseguenze sulla sfera emotiva e cognitiva degli adolescenti.
I social network, a dispetto del nome, indeboliscono le relazioni sociali, tanto da far prevalere singole individualità, che interagendo con un mondo virtuale vanno incontro a problemi di isolamento, difficoltà relazionali e disturbi di varia natura. La famiglia si trova, pertanto, ad affrontare questa emergenza che richiede ascolto, attenzione e interventi adeguati: non basta porre solo divieti all’uso dei social network agli adolescenti come hanno fatto alcuni paesi europei. Il divieto, se non espressamente motivato, anziché scoraggiare un comportamento può fomentarne uno trasgressivo.
Servono regole chiare volte a garantire una sana educazione digitale, affinché bambini e adolescenti possano utilizzare tali risorse in maniera consapevole e responsabile, coniugando efficacemente libertà, sicurezza e progresso tecnologico. Occorre, come suggerisce il santo padre Leone XIV nell’Enciclica Magnifica humanitas, «trasformare la conoscenza condivisa in bene comune, non in leva di dominio; restituire ai popoli non solo i dati che li descrivono, ma anche la possibilità di decidere come verranno usati, da chi e per chi. Altrimenti, l’era digitale non sarà post-coloniale, ma coloniale sotto altra forma» (MH 178), per evitare nuove e diffuse forme di schiavitù sociale. Il dialogo, il confronto, l’ascolto, la formazione, attraverso un’adeguata opera di discernimento, potranno contribuire alla costruzione di un mondo migliore e della “Civiltà dell’amore” (cfr MH 210) per superare incomprensioni, utilizzando le tecnologie digitali per il bene comune.
L’esempio dei santi Anna e Gioacchino, trasposto nella nostra epoca, sia fonte di luce e speranza per un cammino educativo e formativo di crescita responsabile, riscoprendo «il valore prezioso della famiglia come luogo privilegiato per trasmettere la fede» (papa Francesco) e i principi di amore e fraternità «per unire ascolto e coraggio, preghiera e responsabilità, perché la città degli uomini diventi più vivibile, anche quando le logiche tecnocratiche e gli interessi di parte sembrano prevalere» (MH 241).


