L’Irpinia che produce riparte da Montella: radici, innovazione e prospettive future

L’Irpinia che produce riparte da Montella: radici, innovazione e prospettive future

Agosto 6, 2026 Off Di G. Ferrante

Ogni prodotto racconta una storia. È questo il filo conduttore della tappa di Montella del progetto dedicato alle Piccole Produzioni Locali, promosso dall’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Avellino.

Dopo Grottaminarda, l’Agriturismo Terminio di Montella ha ospitato una nuova tappa di «Percorsi: Storia, Cultura, Tradizione», dando voce ai produttori di un territorio che continua a credere nella qualità, nella tradizione e nell’innovazione.

L’iniziativa ha riunito anche istituzioni e cittadini in un momento di confronto dedicato alle eccellenze agroalimentari dell’Irpinia, dimostrando come dietro ogni prodotto si celino lavoro, sacrificio, tradizioni familiari e una profonda passione per la propria terra.

Ad aprire la manifestazione è stato il presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Avellino, dott. Vincenzo D’Amato, che ha ricordato come il progetto nasca dalla volontà di mettere in rete produttori, istituzioni e consumatori, valorizzando il patrimonio agroalimentare irpino attraverso le storie di chi ogni giorno vive e lavora in queste terre.

«Dietro ogni bottiglia di vino, ogni litro di olio, ogni formaggio, ogni miele o ogni gelato – ha detto il presidente – ci sono persone, famiglie e tradizioni che meritano di essere conosciute e raccontate».

E proprio questo patrimonio umano è il vero valore aggiunto delle Piccole Produzioni Locali.

A Montella è emersa una realtà produttiva dinamica. Accanto alle aziende a conduzione familiare, custodi di tradizioni tramandate da generazioni, stanno crescendo nuove imprese guidate da giovani che, dopo gli studi universitari, hanno scelto di investire nel proprio territorio anziché cercare opportunità altrove.

Nascono così nuove realtà dedicate all’apicoltura, al vivaismo florovivaistico, alla coltivazione dei mirtilli, all’allevamento e alla produzione di formaggi e gelati ottenuti da latte ovino e bovino. Un segnale concreto di come tradizione e innovazione possano convivere e contribuire al rilancio delle aree interne.

Un posto di grande rilievo continua a essere occupato dalla panificazione, in particolare da quella di Calitri, che, nel rispetto della tradizione locale, utilizza grani antichi: espressione di una cultura contadina che l’Irpinia sta riscoprendo. Dietro una semplice pagnotta vi è il recupero di antiche varietà cerealicole, oggi oggetto di studio e caratterizzazione da parte dell’Università degli Studi di Foggia, punto di riferimento internazionale nella ricerca sui cereali. L’attività scientifica ne approfondisce le caratteristiche genetiche, agronomiche e nutrizionali, favorendone la conservazione e la diffusione.

Tra i temi più dibattuti vi è stato quello dell’olivicoltura, chiamata oggi a confrontarsi con gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. L’aumento delle temperature e l’anticipo della maturazione delle olive stanno modificando il calendario della raccolta, imponendo ai produttori nuove strategie per preservare la qualità dell’olio extravergine.

Emblematica è la storia dell’oliva Marinese. Per anni questa varietà ha rischiato di scomparire perché la raccolta coincideva con la vendemmia dell’Aglianico e molti agricoltori preferivano privilegiare l’uva. A ciò si aggiungeva la scarsità di frantoi che iniziavano la lavorazione nel mese di ottobre. Molti oliveti furono così abbandonati o sostituiti con varietà ritenute più convenienti. Oggi la Marinese rappresenta uno dei simboli della rinascita dell’olivicoltura irpina.

Anche il comparto vitivinicolo vive una fase di profonda trasformazione. Da qui nasce l’esigenza di aziende in grado di effettuare lavorazioni e vinificazioni per conto terzi, sopperendo alla cronica carenza di manodopera e consentendo ai piccoli produttori di continuare a coltivare i propri vigneti. Di fronte alla riduzione dei consumi di vino, gli operatori chiedono inoltre una revisione della normativa che disciplina la filiera, affinché possa diventare più sostenibile e adeguata alle esigenze delle piccole realtà produttive.

Sono poi intervenute anche professioniste che, pur non essendo direttamente coinvolte nella produzione agroalimentare, ne sostengono lo sviluppo con competenze specifiche. La commercialista dott.ssa Rosalia Passaro ha offerto consigli e indicazioni utili alla corretta gestione delle attività produttive. La sommelier Mafalda Meninno si è invece soffermata sulla tradizione culinaria irpina, richiamando la sua pubblicazione «Le ricette di Mafalda. L’Irpinia a tavola», dedicata alla cucina tradizionale, all’antropologia e alla cultura del territorio.

Alla manifestazione è intervenuta l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, che ha ribadito la vicinanza della Regione alle problematiche delle aree interne e alle attività agricole, zootecniche e artigianali, tra i principali motori economici dell’Irpinia.

L’assessore, oltre a rimarcare la volontà della Regione Campania di sostenere le piccole iniziative agroalimentari, ha sottolineato l’importanza di ascoltare direttamente i produttori: nei loro racconti si ritrovano difficoltà e sacrifici, ma anche competenze, entusiasmo e il forte desiderio di innovare senza rinunciare alle proprie radici.

La giornata, conclusa con la degustazione dei prodotti enogastronomici, ha mostrato come le Piccole Produzioni Locali possano rappresentare un modello di sviluppo capace di coniugare qualità, sostenibilità, identità territoriale e opportunità per le nuove generazioni.

In sostanza, le Piccole Produzioni Locali non sono soltanto eccellenze gastronomiche. Sono il racconto di un territorio e della sua gente. Raccontare queste storie significa contribuire a preservare l’identità dell’Irpinia e a costruirne il futuro.

Hanno preso parte alla manifestazione:

Giuliana De Stefano dell’Agriturismo Terminio, che ha ospitato l’incontro;

Serafino e Antonio Fioravanti del Caseificio Serafino;

Sara Moscariello della Cooperativa Pecorino Bagnolese;

Duilio Barbieri del Frantoio Barbieri;

Ernestina Gambale de «Il Re del Bosco – Tartufi»;

Angelo Del Sordo dell’Agriturismo Nonna Rosina (Nusco);

Maria Di Cecca del Panificio Di Cecca (Calitri);

Massimo Moscariello dell’Allevamento Moscariello Podoliche;

Lino Picone de «Il Cammino di Demetra» (miele), Cassano Irpino;

Roberto Carbone, florovivaismo e coltivazione di mirtilli;

Ferdinando Pisacreta dell’Azienda Agricola Casearia Pisacreta di Volturara Irpina;

Azienda Zootecnica Moscariello Emanuele;

Rosalia Passaro, commercialista;

Mafalda Meninno, sommelier e autrice de «Le ricette di Mafalda. L’Irpinia a tavola»;

La Cantina De Vito;

La Cantina Perillo.