«Ma voi, chi dite che io sia?» Gesù parla al cuore, mettiamoci in ascolto

«Ma voi, chi dite che io sia?» Gesù parla al cuore, mettiamoci in ascolto

Settembre 12, 2021 Off Di Redazione

«Ma voi, chi dite che io sia?» È sconvolgente questa domanda, forte, come una scossa tellurica! Invade le coscienze di chi chiede e chi è invitato a rispondere. Difficilmente la si sente ai nostri giorni, permeati da punte di orgoglio dove il proprio ego è un sentimento autoreferenziale che rifugge il giudizio altrui. Sono le risposte negative a destabilizzare: il non sentire in questo caso appaga. Diversamente, le risposte positive entusiasmano, ma al tempo stesso, confondono l’autenticità di quanto detto: il dubbio sopraggiunge a creare diffidenza.

Nei giorni delle liturgie politiche di campagne elettorali o discussioni sciatte e demagogiche, una domanda del genere è improbabile e improponibile: romperebbe equilibri precostituiti facendo emergere malumori. Il giudizio altrui è tempesta temuta da coscienze boriose. Prevale, in questo tempo sempre più consunto dall’orgoglio, una marcata diffidenza, maturata principalmente dal portare acqua al proprio mulino, senza un sentimento amorevole di condivisione. La pandemia ha scoperto questo nervo teso facendo così emergere fragilità e la necessità di un cambiamento per salvarsi tutti sulla barca della vita che rischia di affondare: remare in solitudine controcorrente fa regredire anziché avanzare.

«Ma voi, chi dite che io sia?» (Mc 8, 29) Gesù rivolge questa richiesta ai discepoli e a ciascuno di noi. Una domanda diretta, non impersonale, che da più di duemila anni risuona nelle coscienze della storia, alla quale bisogna risponde con autenticità e coerenza, senza scendere a compromessi. Nessuna risposta è temuta da chi ha effuso amore, attraversando la sofferenza della Croce per vincere il male e aprirsi alla gioia della Risurrezione.

Gesù si mette in discussione, con umiltà, non teme la sconfitta, il disprezzo perché ben conosce che sono la salvezza. Chi ama non si spaventa dei problemi perché l’amore è gioia, pienezza non edulcorata da sentimenti materialistici. Il bene costa, non è merce a buon mercato, non si gusta se non passando attraverso le difficoltà, senza fuggire, per trovare appagamenti temporanei.

«Seguimi», dice il Maestro ai discepoli: imperativo come richiesta e dono d’amore perché chi sa perdonare, soffrire, dando la vita per gli altri, risorge calcando i sentieri dell’eternità.

Mario Baldassarre