Oltre le Sbarre: l’Istruzione come Chiave di Libertà e Reinserimento Sociale
Aprile 10, 2026
Il 23 aprile 2026, presso il Palazzo Caracciolo di Avellino, sede della Provincia, si terrà il convegno “Oltre le Sbarre: l’Istruzione come Ponte per la Libertà”, un importante momento di riflessione su un tema di grande rilevanza sociale ed educativa: il ruolo dell’istruzione nei percorsi di inclusione e reinserimento, anche nei contesti penitenziari.
Fortemente voluto dall’organizzazione, l’incontro nasce dall’esigenza di promuovere un dialogo concreto su realtà spesso poco conosciute e raramente affrontate con la necessaria attenzione. L’istruzione viene così proposta come strumento fondamentale di crescita personale e come reale opportunità di riscatto sociale.
Il convegno vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo istituzionale, giuridico e accademico. Un sentito ringraziamento va all’Avv. Rosaria Vietri, alla Dott.ssa Anna Ansalone e all’Avv. Lucia Perri per il contributo nella moderazione e negli interventi; al Presidente della Provincia di Avellino, Dott. Rino Rizieri Buonopane, per il sostegno istituzionale; all’Avv. Fabio Benigni, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, per aver promosso l’evento anche come occasione formativa.
Riconoscenza è espressa anche all’Avv. Giovanna Perna per il costante confronto, alla Dott.ssa Fiorella Pagliuca per l’attenzione al mondo scolastico, al Prof. Ruggero Andrisano Ruggieri e all’Università di Salerno per il supporto accademico, nonché a tutti i relatori, professionisti e studiosi che arricchiranno il dibattito con il loro contributo scientifico.
Un ringraziamento particolare è rivolto ai partecipanti, ai volontari penitenziari e alle associazioni del territorio, il cui apporto testimoniale rappresenta un valore aggiunto fondamentale. Le conclusioni saranno affidate al Dott. Samuele Cimbriello.
L’iniziativa si propone come un’occasione preziosa per rafforzare il dialogo tra istituzioni, scuola, università e territorio, con l’obiettivo di costruire reti stabili capaci di sostenere percorsi educativi efficaci anche all’interno degli istituti di pena. Un contributo significativo a un dibattito di alto valore civile e culturale.


