Ospedale di Agropoli, il Nursind attacca: “Pronto Soccorso fantasma e promesse tradite”

Ospedale di Agropoli, il Nursind attacca: “Pronto Soccorso fantasma e promesse tradite”

Marzo 21, 2026 Off Di Redazione

Si riaccende la battaglia sul futuro del presidio ospedaliero di Agropoli. Il Nursind Salerno torna all’attacco della direzione generale dell’Asl, chiedendo chiarezza su un piano di rilancio che, al momento, appare bloccato tra ritardi burocratici e servizi mai nati.

Al centro della bufera c’è la mancata riattivazione del Pronto Soccorso, un tassello fondamentale previsto dal Piano ospedaliero regionale ma ancora assente nei fatti.

Il paradosso dell’Atto Aziendale

Il segretario territoriale del Nursind, Biagio Tomasco, usa parole dure per descrivere la gestione amministrativa:

“Siamo all’assurdo. Agropoli è classificata come ospedale di zona disagiata con pronto soccorso, ma negli atti aziendali questa funzione sparisce senza spiegazioni. Non capiamo perché l’Asl chieda variazioni alla Regione su un atto che essa stessa ha redatto. È un giro a vuoto che non produce risultati.”

Personale al limite e servizi al palo

Le criticità sollevate dal sindacato toccano punti nevralgici per l’assistenza nel Cilento:

  • Emergenza “di fatto”: Gli operatori del Punto di Primo Intervento lavorano con i ritmi e le responsabilità di un vero Pronto Soccorso, ma senza i dovuti riconoscimenti economici e professionali.
  • Posti letto fantasma: Restano sulla carta i 60 posti letto di riabilitazione funzionale che dovrebbero decongestionare altre strutture.
  • Il caso Camera Iperbarica: Deliberata nel 2022, l’installazione è ancora ferma, nonostante sia considerata un intervento “immediatamente realizzabile”.

Un rischio per i cittadini

Secondo il Nursind, la confusione organizzativa ricade direttamente sull’utenza. Soprattutto nei mesi estivi, i cittadini si recano ad Agropoli convinti di trovare un presidio di emergenza-urgenza attivo, scontrandosi con una realtà diversa.

“I cittadini del Cilento meritano rispetto”, conclude Tomasco, sollecitando tempi certi per la riapertura dei reparti e la trasparenza sui fondi e i progetti destinati alla struttura.