Ricoveri sospesi e poi ripristinati: dietrofront al Ruggi dopo l’alt della Regione
Gennaio 14, 2026
Caos e confusione all’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, dove la sospensione dei ricoveri programmati è durata appena 48 ore.
A imporre lo stop alla decisione aziendale è stata la Direzione Generale Tutela della Salute della Regione Campania, che ha chiesto la revoca immediata del provvedimento ritenuto potenzialmente dannoso per i pazienti e per i percorsi assistenziali già calendarizzati.
La misura, firmata il 12 gennaio dal direttore generale dimissionario Ciro Verdoliva, prevedeva il blocco dei ricoveri programmati e delle attività di elezione nei pronto soccorso degli ospedali del Ruggi, fatta eccezione per i casi oncologici urgenti. Una scelta drastica, giustificata dall’Azienda con l’emergenza legata ai virus stagionali, ma che avrebbe avuto pesanti ricadute su centinaia di pazienti in attesa di interventi e cure.
La Regione non ha condiviso l’iniziativa e, con una nota ufficiale, ha invitato il manager a fare marcia indietro per evitare “gravi conseguenze” sull’organizzazione sanitaria e sull’assistenza. Un intervento che ha di fatto commissariato la decisione aziendale, riportando alla luce le difficoltà di governance e coordinamento nella gestione delle emergenze.
Sotto la pressione regionale, Verdoliva ha revocato il provvedimento dopo appena due giorni, chiedendo al contempo la convocazione urgente di un tavolo regionale. Un passo indietro che solleva interrogativi sulla legittimità e sull’opportunità di una decisione così impattante, adottata senza un preventivo confronto istituzionale.
Ancora una volta, a pagarne il prezzo rischiano di essere i cittadini, stretti tra scelte improvvisate, continui dietrofront e un sistema sanitario messo a dura prova da carenze strutturali che nessuna sospensione tampone può risolvere.


