Salute mentale a rischio a Cava de’ Tirreni: allarme per la possibile chiusura di Villa Agnetti e del centro diurno

Salute mentale a rischio a Cava de’ Tirreni: allarme per la possibile chiusura di Villa Agnetti e del centro diurno

Gennaio 23, 2026 Off Di Redazione

La Fials Salerno lancia l’appello: “Presìdi essenziali per i cittadini fragili. Servono risposte immediate da Asl e Comune”

Cresce la preoccupazione a Cava de’ Tirreni per il futuro dei servizi pubblici di salute mentale. La possibile chiusura della struttura intermedia residenziale “Villa Agnetti” e del centro diurno del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Salerno rischia di aprire uno scenario dagli effetti pesanti non solo sul piano sanitario, ma anche sociale, coinvolgendo l’intera comunità cavese.

A denunciare la situazione è la Fials Salerno, che chiede un intervento urgente delle istituzioni sanitarie e dell’amministrazione comunale per scongiurare la perdita di presìdi considerati fondamentali per la presa in carico delle persone con fragilità psichica.

«Parliamo di strutture che rappresentano un punto di riferimento imprescindibile per cittadini fragili e per le loro famiglie – afferma Carlo Lopopolo, dirigente sindacale Fials –. Villa Agnetti, già penalizzata dalla riduzione dei posti letto da dieci a cinque a causa di problemi strutturali, è oggi esposta a un concreto rischio di chiusura della residenzialità. Una prospettiva che avrebbe conseguenze dirette su pazienti inseriti in percorsi terapeutici delicati, costruiti nel tempo».

Secondo il sindacato, l’eventuale trasferimento degli utenti in strutture private al di fuori del territorio cavese comprometterebbe la continuità delle cure e il radicamento sociale dei pazienti. «Spostare queste persone significa spezzare relazioni, percorsi riabilitativi e legami con la comunità – sottolinea Lopopolo –. È una scelta che non può essere considerata neutra».

Analoga preoccupazione riguarda il centro diurno del Dipartimento di Salute Mentale, che segue quotidianamente circa quindici cittadini di Cava de’ Tirreni grazie al lavoro di un’équipe multiprofessionale. «Il centro svolge una funzione cruciale di prevenzione dell’isolamento sociale e di sostegno alle famiglie – aggiunge Lopopolo –. La sua eventuale chiusura rappresenterebbe non solo una perdita sanitaria, ma un vero e proprio arretramento sul piano del welfare locale e della coesione sociale».

Per queste ragioni, la Fials chiede la convocazione urgente di un tavolo tecnico territoriale che coinvolga la Direzione Sanitaria dell’Asl Salerno, la direzione del Dipartimento di Salute Mentale e il sindaco di Cava de’ Tirreni. «È necessario un confronto serio e responsabile per individuare soluzioni concrete che consentano di mantenere e rafforzare i servizi sul territorio – conclude Lopopolo –. La salute mentale è un presidio di civiltà: smantellarla significa allontanare i bisogni dai cittadini e impoverire l’intera comunità».

La Fials Salerno fa sapere infine che, in assenza di risposte chiare e tempestive, non esclude ulteriori iniziative sindacali e istituzionali a tutela dei cittadini, dei lavoratori e del territorio cavese.