San Giuseppe Moscati di Avellino: operata con successo donna con obesità severa e carcinoma dell’endometrio
Ottobre 29, 2025
Una 51enne napoletana di 175 chili per 1,47 metri di altezza è stata sottoposta a isterectomia radicale robot-assistita. “Una sfida complessa vinta grazie al lavoro di squadra e alla tecnologia”, afferma il primario Ardovino.
Non trovava una struttura disposta a operarla, a causa del rischio altissimo legato alla sua condizione clinica. Affetta da obesità patologica grave – 175 kg per 1,47 metri di altezza, con un indice di massa corporea (BMI) di circa 81 kg/m² – e da carcinoma dell’endometrio, una donna di 51 anni residente in provincia di Napoli è stata infine accolta e trattata con successo all’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino.
L’équipe dell’Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia, diretta dal dottor Mario Ardovino, ha eseguito un intervento di isterectomia radicale robot-assistita utilizzando il sistema Da Vinci Xi, piattaforma di chirurgia mininvasiva di ultima generazione. A soli tre giorni dall’operazione, la paziente è stata dimessa in buone condizioni di salute e senza complicanze post-operatorie.
Un caso limite affrontato con approccio multidisciplinare
Si tratta di uno dei casi più complessi mai gestiti in ambito di ginecologia robotica. Alla riuscita dell’intervento hanno contribuito anche i professionisti della Unità operativa Malattie Endocrine, Nutrizione e del Ricambio, diretta dalla dottoressa Anna Luisa Leo, e gli anestesisti della Terapia Intensiva, sotto la guida del dottor Angelo Storti.
La chiave del successo, sottolineano dall’ospedale, è stata la sinergia tra le diverse équipe. Prima di affrontare la sala operatoria, la paziente ha seguito un protocollo nutrizionale e metabolico intensivo che le ha permesso di perdere 12 chili in circa un mese. Questo programma personalizzato, messo a punto congiuntamente dai reparti coinvolti, ha migliorato le condizioni generali e ridotto in modo significativo i rischi anestesiologici e chirurgici.
Il legame tra obesità e tumori dell’endometrio
«L’obesità – spiega il dottor Ardovino – rappresenta uno dei principali fattori di rischio per il carcinoma dell’endometrio. L’eccesso di tessuto adiposo favorisce una maggiore produzione di estrogeni e uno stato infiammatorio cronico che stimola la proliferazione delle cellule endometriali. Le donne con obesità grave hanno una probabilità da tre a sette volte superiore rispetto a quelle normopeso di sviluppare questa neoplasia».
Robotica e sicurezza: la chirurgia del futuro
L’intervento è stato eseguito con il sistema Da Vinci Xi, che consente una visione tridimensionale ad alta definizione e movimenti di precisione millimetrica. I bracci robotici, in grado di amplificare e stabilizzare i gesti del chirurgo, hanno reso possibile un’operazione in condizioni di sicurezza anche su una paziente con obesità patologica estrema, riducendo al minimo il trauma chirurgico e abbreviando la degenza ospedaliera.
«Abbiamo accettato una sfida complessa e l’abbiamo vinta grazie al lavoro di squadra, alla preparazione dei professionisti e alle potenzialità della chirurgia robotica – conclude Ardovino –. Questo caso dimostra che, con la giusta pianificazione e le tecnologie adeguate, è possibile operare in sicurezza anche pazienti a rischio elevato».
Un modello di cura multidisciplinare
Il successo ottenuto all’Ospedale Moscati di Avellino rappresenta un esempio di eccellenza sanitaria e di integrazione tra competenze specialistiche, capace di offrire nuove prospettive terapeutiche anche ai pazienti più fragili e complessi.


