Serie B – Crisi biancoverde

Serie B – Crisi biancoverde

Febbraio 16, 2026 Off Di A.M. FERRANTE

Notte fonda per l’Avellino: ko interno contro il Pescara ultimo in classifica

Sconfitta pesante al Partenio-Lombardi contro il fanalino di coda: prestazione opaca, fischi della Curva Sud e segnali sempre più preoccupanti

Serata amara al Partenio-Lombardi, dove l’Avellino cade per 1-0 contro il Pescara, fanalino di coda del campionato. Una sconfitta pesante, maturata al termine di una prestazione opaca, che scatena la dura contestazione della Curva Sud all’indirizzo di squadra e allenatore. Fischi che costringono giocatori e staff tecnico a lasciare anzitempo il terreno di gioco, dopo aver tentato invano il consueto saluto sotto il settore caldo del tifo biancoverde.

In sala stampa prende la parola il tecnico del Pescara, Giorgio Gorgone, visibilmente soddisfatto:
«Rischiavamo di sprofondare, invece devo riconoscere il grande merito dei miei ragazzi. Hanno disputato una grandissima partita».

L’allenatore biancazzurro non manca di sottolineare il gesto del pubblico irpino, che al termine della gara ha tributato un lungo applauso agli ospiti:
«Ho trovato un ambiente molto sportivo. Gli applausi hanno fatto enormemente piacere ai ragazzi».

Interpellato sulle condizioni di Lorenzo Insigne, rientrato in Italia dopo l’esperienza americana, Gorgone chiarisce le sue scelte:
«In un contesto diverso lo avrei mandato in campo. In Serie B bisogna correre e pedalare: Lorenzo va inserito nel momento giusto». Evidentemente Lorenzo Insigne non è ancora nelle condizioni di essere inserito in squadra.

Guardando al futuro, il tecnico non nasconde le difficoltà di un calendario impegnativo che vedrà il Pescara affrontare in sequenza nelle prossime tre partite Venezia, Palermo e Frosinone:
«Ce la giocheremo con tutti. Chi sostiene che la squadra giochi contro di me è in malafede: oggi c’è stata la risposta».
A conferma di ciò, dopo il gol decisivo di Brugman, l’intero gruppo si è stretto attorno all’allenatore.

Proprio l’autore della rete-partita, Gastón Brugman, completa il quadro:
«Sono felice per il gol e per i tre punti. Ho visto una squadra vera, che crede fino in fondo nella salvezza. Con questa convinzione possiamo lottare contro chiunque».

La serata si chiude con l’intervento del direttore sportivo dell’U.S. Avellino, Aiello:
«Il nostro obiettivo è sempre stato quello di consolidare la categoria».

Il dirigente evita di sbilanciarsi sull’eventuale esonero dell’allenatore, dopo quattro sconfitte nelle ultime cinque gare:
«La contestazione è normale dopo questi risultati. Siamo tutti coinvolti ed è giusto che anche io finisca nel mirino dei tifosi».

Sulla prestazione, Aiello è netto:
«In precedenza avevamo perso giocando buone partite. Contro il Pescara, oltre al risultato negativo, la squadra ha offerto una prestazione molto deludente».

L’unica attenuante, «ma non una giustificazione», resta l’impegno ravvicinato di tre gare in una settimana.
«Questa sconfitta – conclude – è senza dubbio un “campanellino”d’allarme».

Un campanello, piuttosto, che ormai non suona più: è diventato una sirena, ignorata settimana dopo settimana. Perché perdere può capitare, ma perdere così, in casa, contro l’ultima in classifica, senza identità né reazione, è un segnale che va ben oltre la stanchezza o il calendario. È il sintomo di una squadra smarrita, di un progetto che oggi fatica a reggersi e di scelte che chiedono risposte immediate.

Il tempo degli alibi è finito. Ora resta solo da capire se qualcuno abbia ancora il coraggio di intervenire prima che sia troppo tardi.