Solofra al bivio: il “Vietnam” del Bilancio e l’ombra del Commissario

Solofra al bivio: il “Vietnam” del Bilancio e l’ombra del Commissario

Marzo 19, 2026 Off Di Rosario Oliva

L’amministrazione Moretti è ufficialmente al capolinea o c’è spazio per un “soccorso rosso” (o azzurro) dell’ultima ora? Analisi di una crisi che profuma già di campagna elettorale anticipata.

Il verdetto dell’aula è stato un terremoto: 11 voti contrari contro soli 6 favorevoli. La bocciatura del bilancio di previsione 2026-2028 non è solo un intoppo tecnico, ma l’atto di sfiducia politica più esplicito nella storia recente di Solofra. Il sindaco Nicola Moretti si ritrova ora a navigare nei 20 giorni di “grazia” concessi dalla diffida prefettizia, ma lo spazio di manovra appare ridotto al lumicino.

La crisi non è nata in aula, ma nei corridoi, alimentata da mesi di incomprensioni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la gestione dell’assessorato alla Sanità. La revoca di Gerardo De Stefano ha compattato i dissidenti, trasformando il bilancio nel terreno perfetto per l’imboscata finale.

Oggi la maggioranza è una “minoranza arroccata”: con soli 6 fedelissimi, Moretti non ha i numeri nemmeno per garantire l’ordinaria amministrazione.

Le due strade: Accordo di facciata o Dimissioni di massa?

Attualmente il panorama politico si divide tra chi spera in un miracolo diplomatico e chi spinge per il “colpo di grazia”:

  1. L’accordo dell’ultima ora (L’ipotesi “Responsabili”): Moretti starebbe tentando disperatamente di ricucire con almeno 3-4 dissidenti, offrendo rimpasti di giunta e deleghe pesanti. Tuttavia, il clima è talmente deteriorato che un ritorno al voto favorevole sul bilancio verrebbe percepito dalla città come un puro atto di sopravvivenza poltronistica, privo di visione politica.
  2. La posizione netta: Dimissioni contestuali: L’opposizione, guidata dai blocchi storici della minoranza, sta lavorando per convincere i 6 dissidenti a un atto formale: le dimissioni in massa davanti a un notaio. Questa mossa eviterebbe l’agonia dei 20 giorni e porterebbe allo scioglimento immediato del Consiglio, impedendo al sindaco ogni tentativo di “compravendita” politica dell’ultimo minuto.

Lo scenario: Cosa rischia Solofra?

Se il bilancio non passerà entro la scadenza della diffida, il Commissario Prefettizio prenderà possesso di Palazzo Orsini. Per i detrattori di Moretti, è un “male necessario” per resettare la macchina comunale; per i sostenitori del sindaco, è un salto nel buio che bloccherà i fondi PNRR e i progetti in corso per il distretto conciario.

Il punto politico: La sensazione è che la corda sia stata tirata troppo. Senza un gesto di estrema umiltà del Sindaco (che includa un passo indietro su figure chiave della giunta), la caduta non è più un’ipotesi, ma un conteggio alla rovescia.

LA NOTA…...

Il paradosso di Palazzo Orsini: Mentre il Sindaco Moretti cerca disperatamente di far quadrare i conti in aula, i cittadini di Solofra hanno già iniziato a fare i propri. Con una maggioranza che si è sciolta più velocemente del ghiaccio al sole di marzo, l’unica “visione politica” rimasta sembra essere quella dei consiglieri che fissano il cronometro del Prefetto. In fondo, la politica solofrana è coerente con la sua storia industriale: si parla tanto di “concia”, ma a quanto pare, questa volta, a finire sotto i rulli della pressa è stata proprio la tenuta della giunta. Resta da capire se l’ultimo atto sarà un colpo di genio o, come da tradizione, il solito “scherzetto” di primavera alle spalle degli elettori.