Tumore della vescica e dieta: lo studio BLOSSOM indaga il ruolo dei micronutrienti nell’efficacia del BCG
Febbraio 23, 2026
Nel tumore della vescica non muscolo-invasivo ad alto rischio, dopo l’intervento endoscopico, una tappa fondamentale è rappresentata dall’immunoterapia endovescicale con BCG: instillazioni in vescica che stimolano una risposta immunitaria locale per ridurre il rischio di recidiva.
Tuttavia la protezione non è sempre duratura e, in alcuni casi, il percorso terapeutico può richiedere nuove procedure o persino la rimozione della vescica, con un impatto rilevante sulla qualità di vita.
Da qui nasce una domanda cruciale: l’alimentazione può influire sull’efficacia di una terapia che agisce proprio attraverso il sistema immunitario?
L’ipotesi si fonda su basi biologiche plausibili: molte sostanze derivate dagli alimenti vengono eliminate con le urine e restano a contatto con la mucosa vescicale, lo stesso ambiente in cui il BCG esercita la sua azione. Inoltre, diversi micronutrienti – come vitamine e minerali – sono noti per sostenere la funzione immunitaria.
A esplorare questa possibile connessione è lo studio BLOSSOM, coordinato dall’UOC di Oncologia dell’Ospedale Andrea Tortora di Pagani, diretta dal professor Giuseppe Di Lorenzo, con la partecipazione di importanti centri italiani. Per raccogliere dati affidabili sulle abitudini alimentari, i ricercatori hanno utilizzato FOODCONS, piattaforma validata del CREA, che consente una valutazione standardizzata dei consumi nutrizionali.
Tra marzo 2023 e novembre 2024 sono stati arruolati 46 pazienti alla prima esperienza con BCG, tutti con malattia ad alto rischio. A 12 mesi, su 41 pazienti valutabili, 8 hanno presentato una recidiva. I numeri sono limitati e lo studio ha natura preliminare, ma le analisi esplorative hanno evidenziato segnali interessanti: una maggiore assunzione di zinco (in rapporto alle calorie introdotte) è risultata associata a una minore probabilità di recidiva. Possibili associazioni protettive sono emerse anche per le verdure a foglia verde e per minerali come il magnesio.
Si tratta di risultati che richiedono conferme in studi più ampi e interventistici, con supporto dietetico controllato e biomarcatori, per verificare se un’ottimizzazione dello stato nutrizionale possa realmente affiancare l’efficacia del BCG.
BLOSSOM mette inoltre in luce un aspetto spesso trascurato: molti partecipanti erano in sovrappeso e con scarsa aderenza al modello mediterraneo, sottolineando l’importanza di integrare il counseling nutrizionale nei percorsi oncologici.
A evidenziare il valore della collaborazione tra centri è il Direttore Generale dell’ASL Salerno, Gennaro Sosto, che ha rimarcato il ruolo della rete tra strutture, tra cui l’IRCCS Pascale, l’Sapienza Università di Roma, l’Ospedale Cardarelli e l’Università degli Studi di Napoli Federico II, come esempio concreto di sinergia al servizio della ricerca e della comunità.


